Alberto Olivieri

La FIDAPA Sezione di Senigallia, con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Ancona e del Comune di Senigallia, ha organizzato una conferenza sul tema “DONNE E ANTIMAFIA – Donne che non sono rimaste a guardare” che si terrà sabato 9 aprile p.v. nella Sala del Trono di Palazzo del Duca alle ore 16,30. Relatrice d’eccezione la dott.ssa Ludovica Ioppolo ricercatrice e sociologa. E' un'occasione per riflettere su come sia possibile combattere le mafie e le mafiosità, ascoltando l'esperienza di una donna e attraverso lei quella di molte altre donne che nella loro vita hanno dovuto affrontare minacce e tensioni, solo per il fatto di credere nella giustizia. E' possibile farlo solo se si è insieme e l'appuntamento di sabato vuole, non solo ricordare il coraggio di queste donne, ma anche sollecitare tutti noi a fare la propria parte. L’evento proposto - essendo la FIDAPA un movimento di opinione indipendente che ha tra i suoi obiettivi quello di incoraggiare le donne ad una consapevole partecipazione alla vita sociale, amministrativa e politica - per il tema trattato acquista ancora più significato nella città in cui si svolge. Va ricordato, inoltre, che al mattino di sabato 9 aprile, in collaborazione con il Presidio di Libera Senigallia “Attilio Romanò”, la dott.ssa Ioppolo sarà ospite del Liceo Classico “Perticari” dove incontrerà sei classi per presentare un’indagine da lei svolta sulla percezione degli studenti del fenomeno mafioso. Queste iniziative vogliono lasciare un segno: passare dalle parole ai fatti è concretamente possibile.
Il Referendum del 17 Aprile  sulle Trivellazioni è importantissimo per noi del Movimento 5 Stelle e per noi tutti cittadini italiani perchè saremo chiamati ad esprimerci: - in difesa del nostro mare,  - in difesa dei posti di lavoro, perché non è vero che le trivellazioni portano posti di lavoro come vogliono farci credere,  - in difesa della nostra economia turistica, perché l’Italia ha settemila chilometri di costa e vanta un numero enorme di siti naturalistici ed archeologici tutelati come patrimonio dell’umanità. (https://it.wikipedia.org/wiki/Coste_italiane ). Nella seduta di Consiglio Comunale del 6 aprile, ci siamo trovati a discutere in merito ad una Mozione per il “SI” referendario, presentata dal Sindaco in persona, massimo esponente del PD locale, quello stesso PD che con la legge di Stabilità 2015 ha fatto salvi tutti i titoli abilitativi all’attività di trivellazione già rilasciati entro le dodici miglia dalle linee di costa per tutta la durata di vita utile del giacimento. Quello stesso PD che ha disposto quindi una sostanziale proroga “a vita” dei suddetti titoli abilitativi entro le 12 miglia , con una norma della Legge di Stabilità del 2015 che sarà oggetto di richiesta di abrogazione nel Referendum del 17 Aprile prossimo. C’è una certa incoerenza nelle posizioni del nostro primo cittadino, ma mi rendo conto che essere Pro-Trivelle in una città turistica sul mare, quale è Senigallia,  non fa certamente tendenza. Le trivelle, però, non sono soltanto una questione ambientale, su cui si registra, in particolare in questo Consiglio Comunale, una certa convergenza, ma costituiscono, per noi cittadini una questione per cui battersi contro il perdurare di un sistema di corruzione e di collusione, alimentato da una certa politica, che sta minando gravemente le basi della nostra democrazia . Qualche giorno fa tutti noi abbiamo appreso delle dimissioni di un importante esponente del Governo Renzi, il Ministro GUIDI. Ciò a seguito delle intercettazioni che hanno riguardato i colloqui con il suo fidanzato in merito ad un emendamento che sarebbe passato con l’accordo sembra di una certa Maria Elena, e che andava ad agevolare alcuni affari in un progetto petrolifero, sembrerebbe guarda caso proprio del fidanzato della ministra Guidi (http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/31/federica-guidi-il-compagno-intercettato-a-quelli-di-total-gli-ho-presentato-fede/2597368/ ).  Il nostro sistema giudiziario si è addirittura dovuto arricchire di nuove fattispecie di reato,  per stare al passo con queste nuove fattispecie collusive tra affari e politica che negli ultimi anni si stanno registrando nel nostro Paese. Infatti, il delitto di traffico di influenze illecite, previsto dall’art. 346-bis C.P., è stato introdotto nel nostro sistema penale nel novembre 2012 dal nostro legislatore, proprio per colmare un vuoto legislativo che esprimeva l’impossibilità di sanzionare il ruolo del mediatore nella costruzione dell’accordo corruttivo. (http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/referendum_trivelle_crescita-1642042.html )   Quindi, andare a votare SI, oggi,  significa lanciare un messaggio chiaro e forte al "Comitato d’affari" dei soliti noti, a quel  vergognoso sistema di corruzione e collusione che viene alimentato da una certa politica.    Un’altra cosa da non sottacere è che, al di là della convergenza per il SI che abbiamo trovato nel nostro Consiglio Comunale a maggioranza PD, i tentativi del Governo Renzi di boicottare questo Referendum sono stati molti. Il primo è stato  quello di non avere voluto accorpare il Referendum sulle trivelle alle consultazioni elettorali di giugno prossimo in una unica data elettorale, rendendo così di fatto più difficoltoso il raggiungimento del QUORUM che, ricordiamocelo è del 50% +1 degli Italiani.  (http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/25/referendum-anti-trivelle-e-primo-turno-delle-amministrative-insieme-con-election-day-risparmio-di-300-milioni/2404366/ - http://altrimondinews.it/2016/02/13/referendum-trivelle-ad-aprile/ ) Tra l’altro questa diversità delle date elettorali ha comportato un costo aggiuntivo per le casse dello Stato di oltre 300 milioni di euro. Soldi nostri, soldi sprecati dal governo Renzi per non avere voluto accorpare il voto del Referendum sulle trivelle alle consultazioni di giugno. Quindi dobbiamo andare a votare SI per fermare il comitato d’affari che si è formato intorno allo sfruttamento delle energie fossili , ed anche però per non sprecare quei 300 milioni di euro, (tanto ci costerà il referendum sulle trivelle)    Inoltre, 1 miliardo di euro investiti in energie fossili crea 500 posti di lavoro. Se lo stesso miliardo di euro lo investissimo in energie rinnovabili  creeremmo 17 mila posti di lavoro. Quindi, infine, andiamo a votare SI per far capire al Governo Renzi ed a chi verrà dopo di lui che noi cittadini abbiamo un’altra idea di sviluppo che non si basa sullo sfruttamento delle energie fossili ma sugli investimenti in energie rinnovabili. (http://www.repubblica.it/ambiente/2016/03/24/news/rapporto_greenpeace_rinnovabili-136213867/ )   Da Stefania Martinangeli-Consigliere M5S Senigallia
Un trauma sportivo che sembrava banale. Il giorno dopo, la caviglia si gonfia e i dolori aumentano. Arrivo al Pronto Soccorso alle 18. Ci vogliono oltre 20 minuti prima di ottenere un codice al “Triage” (la postazione di accoglienza che stabilisce i codici di urgenza). D’altra parte gli infermieri sono sotto organico e, generalmente, chi sta al “triage” fa anche assistenza dentro gli ambulatori. Prima stortura. Il mio codice è verde. Non ci sono moltissime persone in fila. È un pomeriggio, per fortuna, relativamente tranquillo. Il terminale in sala d’attesa indica solo due codici gialli, nessun rosso e 8 codici verdi. Che poi diventeranno dieci.  L’attesa si preannuncia relativamente breve. Uscirò dall’ospedale pochi minuti prima di mezzanotte con l’invito a presentarmi in ortopedia il giorno dopo per una lieve infrazione al malleolo. Sei ore di attesa (e mi è andata anche molto bene) senza che vi fossero né numeri importanti di utenti né codici rossi. Il problema? Eccolo: in Pronto Soccorso la direzione sanitaria ha previsto la presenza di soli due medici (gli infermieri sono ovviamente sotto organico cronico). Uno si occupa delle urgenze, l’altro dei codici banchi e verdi. Il problema è che questo secondo medico è responsabile sia degli interventi in Pronto Soccorso, sia della presenza in Osservatorio Breve sia (udite udite) della guardia in tutti gli altri reparti ospedalieri (incredibile ma vero). Insomma, in Pronto Soccorso ci sta quando capita. Prove generali di smantellamento? Mi chiedo: ci si stupisce davvero poi che i medici del Pronto Soccorso siano particolarmente stressati e sotto pressione? E’ accettabile questo comportamento della pubblica amministrazione gravemente lesivo dei diritti dei cittadini utenti che pagano le tasse sanitarie più alte al mondo? E’ accettabile far attendere pazienti (anche anziani) per ore e ore, sfiancandoli (magari solo per farsi rilasciare un referto con l’invito a presentarsi in altro reparto il giorno seguente), scegliendo deliberatamente di non investire sul reparto forse più importante e strategico di un polo ospedaliero? Il problema è che i signori della sanità locale politicizzata preferiscono investire le risorse in altro modo. Faccio un esempio: il direttore generale Marini, tra gennaio e marzo, ha firmato una quantità impressionante di determine di affidamento di incarichi ben remunerati a uno stuolo impressionante di avvocati esterni pur essendo dotata la Asur di uffici legali interni e professionisti stipendiati. Decine di migliaia di euro sprecati. Allora le risorse, direttore, ci sono! Ma è meglio pagare gli avvocati esterni (con nomine che non conoscono bandi pubblici) che investire sulla salute. Roberto Paradisi Unione Civica
Carabinieri della Compagnia di Senigallia hanno arrestato un pensionato di 76 anni residente a Montemarciano per porto e detenzione illegale di arma comune da sparo. Ieri sera, le pattuglie della Stazione di Montemarciano e del Nucleo Radiomobile sono intervenute in Via Adriatica a Marina di Montemarciano dove un uomo in preda al panico aveva telefonato al “112” dei Carabinieri segnalando all’operatore che un vicino di casa, per futili motivi riconducibili al parcheggio delle rispettive autovetture nei posti condominiali, era sceso in strada e lo aveva minacciato puntandogli ripetutamente contro una pistola. La vittima era stata costretta a fuggire per cercare riparo, inseguita dall’uomo armato che fortunatamente, forse perché scoraggiato dalla presenza di altri passanti, non aveva fatto fuoco. I militari dell’Arma hanno raggiunto la vittima e si sono fatti indicare il nome dell’aggressore quindi immediatamente sono andati a bussare alla porta di casa del settantaseienne. La perquisizione nell’abitazione ha consentito di rinvenire nascosta dietro l’armadio in camera da letto una pistola semiautomatica marca “Beretta” mod. 35/53, cal. 7,65, completa di caricatore contenente 8 cartucce di cui una in canna. L’arma era pronta a fare fuoco. I successivi accertamenti hanno rivelato che l’arma era detenuta illegalmente. La pistola e il relativo munizionamento sono stati sottoposti a sequestro. Il pensionato è stato tratto in arresto e condotto in regime di arresti domiciliari a casa in attesa dell’udienza di convalida. Il pensionato ha riferito davanti al giudice di Ancona che la pistola era di sua proprietà in quanto un tempo faceva la guardia giurata. Al momento del pensionamento aveva però omesso di consegnare la pistola e comunque non ne aveva mai denunciato la detenzione. Per quanto riguarda il colpo in canna ha spiegato che non era sua intenzione fare fuoco tuttavia poiché era in possesso di 8 cartucce mentre il caricatore ne poteva contenere solo 7 una l’aveva messa in canna. Il Tribunale di Ancona all’esito dell’udienza ha convalidato l’arresto condannando il pensionato con il rito direttissimo ad un anno e sei mesi di reclusione e al pagamento di 3.000 euro di multa.
Scava scava, ma il tesoro non c'è, e di conseguenza si fanno i danni quando si lavora in maniera superficiale e senza regole, e questa è un'altra storia locale che dura da anni, ma questa volta abbiamo cercato di saperne di più dopo le innumerevoli lamentele di chi ci ha scritto e chiamato, e dopo averlo fatto siamo rimasti basiti e sconcertati per il pressapochismo che attanaglia tutti, o quasi, i lavori pubblici di Senigallia. Parliamo di "Ripascimento". Come ben si può vedere dal servizio fotografico che abbiamo fatto, ogni anno la spiaggia di Ponente viene letteralmente distrutta scavando e portando via la sabbia che serve a Levante, creando così danni e disagi nella spiaggia considerata di serie "B" dall'Amministrazione locale, visto che tutti gli investimenti vengono sempre fatti dalla parte della Rotonda, la "Riviera di Levante". In pratica abbiamo scoperto che le ruspe agiscono senza nessuna regola e logica. Anche in questo caso abbiamo voluto indagare perché ci piace capirle le cose prima di denunciarle. Quando si scava si dovrebbero seguire delle regole, per esempio quelle dei "livelli, o quote, di scavo". Abbiamo provato a chiedere agli operatori della ruspa domandandogli se avevano dei piani di quota, e la risposta è stata negativa, per loro "la sabbia si prende fino a quando serve". "Fino a quando serve"? Siamo su "Scherzi a Parte" per caso? Purtroppo no, questa è la realtà. Abbiamo parlato anche con un Tecnico Comunale chiedendogli quanta sabbia si può prelevare senza creare danni, ma anche lui ha brancolato nel buio rispondendoci che avrebbe dovuto sentire il geometra della ditta e il Comune stesso. Per lui il problema vero era la difficoltà nel reperire la sabbia in quanto tra dune protette, uccelli protetti, altri animali protetti, non sanno dove prenderla (nel deserto ce ne è molta...ndr). "Non sanno dove prenderla"? Quindi si iniziano dei lavori senza la più elementare programmazione e pianificazione? Ma non è tutto, anche parlando con il geometra della ditta abbiamo avuto prova che nessuno sa niente, le sue parole sono state che "prendono la sabbia fino a che gli serve", poi prima dell'estate battono i piani e se manca la riportano (in pratica come il "Gioco dell'Oca", avanti e indietro) e per le quote dovevamo rivolgerci in Comune che hanno tutta la documentazione. Tanto per capirci, quando si scava bisogna avere le quote dei piani, perchè se ci si abbassa troppo poi escono fuori i danni, ed infatti la scorsa estate tutti i bagnanti si sono lamentati del fatto che ad agosto non ci si poteva sdraiare in quanto la sabbia era troppo umida, se non addirittura bagnata, fino a 10 metri dal muretto della strada. Addirittura la doccia sulla battigia invece di mandare l'acqua in mare la mandava verso la strada. In una delle foto si vede benissimo che c'è l'acqua e che la sabbia è nera, sul posto si sentiva anche un odore molto brutto, quindi qualche cosa di sbagliato c'è. Visto che il geometra della ditta ci aveva invitato ad andare in Comune, ci siamo andati, ma come ben immaginavamo in Comune non hanno nessuna quota e nessun punto di riferimento per sapere di quanto possono abbassarsi, anzi ci è stato risposto che "è l'operatore della ruspa, con la sua esperienza, che si deve regolare con la quota da rispettare"... insomma, una confusione che mette veramente paura! Tante sono le domande e i quesiti che ci siamo posti... ma il Comune di Senigallia ha nel suo essere persone competenti che sanno quello che fanno? Come si può lasciare "all'esperienza dell'operatore della ruspa" decidere quanto scavare? Possibile che la spiaggia di Ponente sia da sempre considerata di serie "B"? Quando il Sindaco parla di 14 Km di spiaggia bellissima a Senigallia, ha presente cosa dice o parla solamente per darsi lustro? Perchè i residenti della spiaggia di Ponente devono vedersi deturpare il loro mare ogni anno, forse che quei residenti non pagano le tasse e sono quindi da punire? Lo ripetiamo, rimaniamo basiti dal pressapochismo e dalla poca professionalità che alberga in questa Amministrazione, la verità è sotto gli occhi di tutti, anche un non vedente riuscirebbe a vederla, e il non andare a votare perchè schifati o nauseati dalla politica di questi signori non migliora le cose cari Senigalliesi, a votare ci si va sempre, e se chi amministra non lo fa bene, lo si manda a casa e si prova con altri... riflettete, solo la consapevolezza di far rispettare i nostri diritti potrà cambiare le cose, a Senigallia come in Italia. Marcello Liverani Coordinatore Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale di Senigallia
E' stato un fine settimana ricco di successi per il Badminton Senigallia questo appena trascorso. Gli under 17 hanno riportato due brillanti vittorie al Gran Prix di Santeramo in Colle dove Gianmarco Bailetti si è aggiudicato il primo posto nella categoria under 17 di singolare maschile bissando il successo della passata stagione, replicato poi in coppia con l'altro senigalliese Vincenzo Biscotti nel doppio maschile categoria senior.
Mercoledì, 06 Aprile 2016 08:19

SENIGALLIA - Employers's day

Il 7 aprile dalle ore 9 alle ore 13, in occasione dell'Employers' day, il Centro per l’Impiego di Senigallia, in collaborazione con il Comune di Senigallia, organizzerà presso la sede del Comune di Senigallia di Via Leopardi 6 un corner informativo con lo scopo di far conoscere alle aziende del territorio i propri servizi: incrocio domanda/offerta di lavoro, tirocini formativi, collocamento mirato e consulenza normativa. 
114 sindaci toscani, contrari alla risoluzione del PD che sarà discussa nel Consiglio Regionale della Toscana, danno vita all'associazione “Articolo 5” in difesa delle autonomie comunali. Mentre il PD in Toscana spinge sull’acceleratore per incentivare le fusioni tra Comuni e propone “nuovi criteri per l’approvazione dei risultati dei referendum consultivi” sulle ipotesi di fusione, i piccoli paesi sono già sul piede di guerra: “No alle fusioni obbligatorie – attaccano Matteo Mastrini e Egidio Pedrini, sindaci dei Comuni massesi di Tresana e Zeri – Solo i cittadini possono decidere il futuro dei Comuni. Il contrario è un atto che trova precedenti solo nel ventennio fascista“. Il malcontento si estende anche in provincia di Siena: 14 sindaci (molti dei quali PD) parlano di “un indirizzo lesivo delle volontà democratiche” e chiedono ai consiglieri regionali di non votarla. Il PD, invece chiede al presidente Enrico Rossi di potenziare ulteriormente gli “incentivi economici” e le “premialità nei bandi” in favore dei Comuni che vogliono fondersi. Proposti anche “nuovi criteri” per giudicare l’esito dei futuri referendum consultivi sulle ipotesi di fusioni. Ma 14 sindaci senesi scrivono al PD: “No a fusioni obbligatorie”. “L’unico quorum che le renda volontarie è quello della maggioranza favorevole dei votanti in ogni singolo Comune. Non è accettabile che cittadini di un Comune decidano per quelli di un altro”. Anche per il sindaco di Volterra (in provincia di Pisa) Marco Buselli il via libera alla risoluzione “aprirebbe senza se e senza ma alle fusioni obbligatorie o comunque non democraticamente scelte dalle comunità”. Nasce il comitato “Articolo 5”. L’articolo 5 della Costituzione infatti “riconosce e promuove le autonomie locali”. “Fusioni sì, ma solo quando i cittadini siano realmente d’accordo, altrimenti si tratta di annessioni” dichiarano i sindaci. La nascita del comitato affonda le radici nella protesta contro la proposta di legge presentata lo scorso novembre da 20 parlamentari PD (primo firmatario l'onorevole PD falconarese Emanuele Lodolini) che prevedeva la fusione obbligatoria per i Comuni con meno di 5mila abitanti e contro l’esito del referendum consultivo (1010 voti, 754 sì) che ha decretato la fusione tra i Comuni pistoiesi di Abetone e Cutigliano malgrado nel primo Comune la maggioranza dei votanti (198 su 311) fosse contraria all’operazione. Infatti il consiglio regionale ha approvato ugualmente la fusione: PD a favore, M5S, Fi, Fdi, Lega e Si-Toscana contrari. La battaglia dei piccoli Comuni è solo all’inizio: il 30 aprile è in programma una manifestazione proprio ad Abetone in difesa delle autonomie locali. Sdoganare il modello “Abetone” significherebbe contraddire gli stessi principi della Costituzione italiana”. Un documento contrario alle fusioni e a favore delle autonomie locali e del mantenimento dei piccoli Comuni sui territori sottoscritto – spiegano i sindaci – “per esprimere la netta contrarietà ai processi obbligatori di fusione che significherebbero la cancellazione di molte autonomie comunali e l’indebolimento del tessuto sociale in tante aree del paese, in particolare delle aree interne che coprono la grande maggioranza del territorio italiano”. E' questo l'impegno che "montenovonostro" condivide fin dalla prima notizia uscita sulla proposta di "fusione obbligatoria sotto ricatto" contenuta nella proposta di legge dell'onorevole PD falconarese Emanuele Lodolini. E per chi si ostina a non capire che cosa significhi quella scelta politica agghiacciante, ne ha già la prima riprova perfino nella rossissima Toscana con la quale il PD vorrebbe addirittura fondere anche le nostre Marche. Intanto ad Abetone il Comune “fuso” a forza, anche se ha detto NO al referendum. da montenovonostro
Sono state da poco catalogate, e quindi sono a disposizione per il prestito ai cittadini, le opere letterarie scritte e donate dal professor Manlio Brunetti alla Biblioteca Comunale di Barbara. Circa una novantina di opere, tra libri e racconti, poesie e studi religiosi, appunti e saggi filosofico-teologici che il professore ha voluto rendere disponibili a tutta la cittadinanza: un lavoro frutto di un’intera vita, quella di Brunetti, dedicata allo studio e all’approfondimento delle “radici umane”.
Un uovo di Pasqua gigantesco, una vera opera d’arte, poi rotto in una miriade di pezzi e distribuito a piccoli e grandi in occasione della Pasqua 2016, realizzato al centro commerciale il Maestrale dagli studenti dell’istituto Panzini di Senigallia, coordinati dal professor Fabio Mangialardi, non nuovo ad imprese del genere (500 di cioccolata, presepe e sculture di cioccolato ….). Dalle materie base, cioccolato e zucchero, alla ricerca maniacale dei particolari, della cura dei dettagli per realizzare un’opera d’arte. Centosettanta chilogrammi di cioccolato, centoventi ore di lavoro e la voglia di creare con il cioccolato l’uovo Fabergé, l’uovo prezioso creato ogni anno dal famoso orafo e che lo zar regalava alla zarina; così il prof Fabio Mangialardi con i suoi alunni delle classi 3, 4 e 5 B dolciaria, ha voluto riprodurre quella che lui ha definito, il “nostro Fabergé”. Una vera e propria creazione che è stata fotografata da tantissime persone e poi degustata. Gli alunni del Panzini hanno, pur di essere protagonisti di questa bella iniziativa, rinunciato ad una parte delle loro vacanze pasquali, compatti e soddisfatti; a turno i ragazzi si sono messi all’opera e hanno lavorato anche 10 ore al giorno. Questa è la scuola che piace e che in questo caso ha realizzato un vero e proprio capolavoro di cioccolata. “L’ultimo Fabergé originale è stato venduto a 44 milioni di euro, il nostro Fabergé di cioccolato – sottolinea orgoglioso il prof Mangialardi – ha accontentato oltre 4.400 persone che hanno gustato 170 chili di cioccolato”. Sicuramente il prof Mangiarldi ha in mente un nuovo progetto, un nuovo record da raggiungere, sempre ed esclusivamente di cioccolato. Congratulazioni e soddisfazione da parte di tutto il Panzini.