Alberto Olivieri

Sembra non volersi arrestare l’idea di far costruire la centrale biogas in una zona soggetta ad alluvione (nel 2011 e nel 2014) a Casine di Ostra; al contrario l’aggiornamento del PAI (Piano stralcio di Bacino per l’ Assetto Idrogeologico), con particolare riferimento alla mappatura delle aree interessate dal fenomeno alluvionale del 3 maggio 2014, sembra essersi arenato a due anni fa (vedi Delibera di Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino n. 64 del 29 luglio 2014). E’ prevista infatti per domani, martedì 15 marzo p.v. una Conferenza dei Servizi che potrebbe essere decisiva per la realizzazione della centrale biogas di Casine, alla quale parteciperà anche l’Autorità di Bacino (ente preposto al censimento delle aree inondabili) benché l’area interessata non sia ricompresa tra quelle inondabili nel PAI. In una lettera del 24 settembre 2015 il Dirigente dell’Autorità di Bacino scriveva, a mo’ di suo contributo per il rilascio delle autorizzazioni in corso, che il rilevato della variante della S.P. n. 12 che fiancheggia l’area del Consorzio ZIPA “ha costituito uno sbarramento per le acque esondate a monte per cui la zona ZIPA ha funzionato come area di laminazione delle acque di piena del Torrente Nevola”. Sono trascorsi quasi sei mesi da allora e ci appare alquanto ingiustificabile il ritardo con cui ci si sta muovendo per aggiornare il PAI. Infatti il Rapporto sull’evento alluvionale del 3 maggio 2014 era pronto già dopo due mesi e l’inerzia nel provvedere all’aggiornamento del PAI ha consentito che si autorizzassero, e si continuino ad autorizzare, numerose ed importanti costruzioni (anche “sensibili” per la pericolosità della tipologia) che, altrimenti, non potrebbero essere realizzate, come il piano interrato dell’isolato denominato Orti del Vescovo che vi dovrebbe rientrare a tutti gli effetti. Ricordiamo che il PAI è nato, essenzialmente, grazie ad un censimento delle aree dissestate per cui, che l’area in questione sia identificata su un elaborato grafico, o meno, è del tutto insignificante. A supporto della nostra tesi, nel verbale del 4 agosto 2015, è stato scritto che l’Ing. Sbriscia ( della Provincia di Ancona) aveva sottolineato che “il perimetro dell’area non è ancora formalizzato nel PAI, ma concorda con il Dott. Smargiasso (dell’Autorità di Bacino) che comunque è bene ragionare, dal punto di vista tecnico, come se di fatto vi rientrasse”. Sappiamo che la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) sarà indispensabile per iniziare i lavori di un progetto che è stato modificato rispetto a quello autorizzato all’epoca, per cui pretendiamo un chiarimento in merito ad alcuni dubbi sulla legittimità delle procedure. Oltre ai dubbi che avevamo espresso sulla legittimità della precedente Autorizzazione che fu rilasciata disattendendo la prescrizione n°12 della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) dal momento che gli studi geologici sono stati consegnati dopo il suo rilascio, vorremmo che prima ci si risponda esaurientemente in merito ai seguenti quesiti relativi alla variante della S.P. n. 12 che è stata recentemente progettata e realizzata: Perché il rilevato di tale infrastruttura ha costituito uno sbarramento alla libera tracimazione delle acque? Non sarebbe stato più opportuno realizzare il tratto a ridosso del corso d’acqua mediante viadotto? Perché, nel progettarla, non è stata adeguatamente valutata la possibilità che si verificasse una calamità del genere di quella occorsa nel maggio 2014? Se l’infrastruttura fosse stata realizzata con altre modalità, sarebbero stati allagati anche i lotti del Consorzio ZIPA che lo stesso non è riuscito ad alienare nemmeno in parte, con tutte le conseguenze del caso, proprio per effetto di tale accadimento? Inoltre: Le opere di miglioramento della situazione idraulica della zona ZIPA, previste a carico della Ditta En-Ergon, sono state valutate dai competenti Uffici pubblici nella loro fattibilità, compatibilità ed efficacia presunta a beneficio dell’area ZIPA? È legittimo mantenere in essere la proroga di 2 anni concessa in data 29 ottobre 2015 per ultimare i lavori, visto che era riferita non al progetto che verrà autorizzato, ma ad un progetto da esso diverso? Le opere già eseguite a partire dall’inizio dei lavori sono funzionali al progetto da realizzare, oppure la variante da autorizzare deve essere definita sostanziale (o “essenziale ai sensi del TU Edilizia”?) Fin quando tutto questo non ci sarà stato chiarito, il Movimento 5 Stelle di Senigallia, assieme ai consiglieri Regionali di riferimento, si muoverà presso tutte le sedi opportune per fermare la costruzione dell’impianto di cui trattasi. Senigallia, 13 marzo 2016 I portavoce M5S: Gruppo Consiliare M5S Senigallia
Lunedì, 14 Marzo 2016 11:52

SENIGALLIA - Concerto Pasquale

L’associazione Musica Antica Contemporanea in occasione della Pasqua 2016 organizza in collaborazione con il Comune di Senigallia, il Concerto Pasquale, che si terrà mercoledì 16 marzo presso l’Auditorium S. Rocco di Senigallia alle ore 21.00. Interpreti saranno il Coro S. Giovanni Battista di Senigallia, l’ensemble cameristico di archi costituito da Francesca Landi, Katia Casagrande, Camilla Sabbatini ai vioIini, Roberta Tempesta, Stefano Campolucci alle viole, Valdimir Zubinsky al violoncello, Lorenza Mantoni al pianoforte, direttore Roberta Silvestrini. Si eseguiranno musiche di W. A. Mozart, Puccini e Liszt. La ” Via Crucis” di Franz Liszt composta tra la fine del 1878 e il 79 tra Roma e Budapest si avvertono tratti di sentito "sacro" fervore. Con una scrittura di scabra semplicità ieratica, Liszt avvolge le 14 "stazioni", precedute da una introduzione, improntandole a una sorta d'oratorio in formato ridotto a carattere narrativo, con il sostegno di un calcolato montaggio "rappresentativo" di alcuni brani estrapolati da testi poetici della letteratura latina medievale e relative intonazioni gregoriane e da passi evangelici interpolati da corali. Il “Requiem” di Puccini è un prodotto dell’iniziativa di Giulio Ricordi, che intendeva celebrare il quarto anniversario della morte di Verdi (27 gennaio 1905) offrendo alla sua memoria un brano del suo successore sui palcoscenici mondiali: l’opera appartiene alla piena maturità del compositore lucchese, collocandosi fra la tormentata prima scaligera della Butterfly(1904) e la successive Fanciulla del West (1910). Fu eseguito dal coro della Scala al termine dell’ufficio funebre, il 27 gennaio 1905 nella Cappella della Casa di riposo “Giuseppe Verdi”, istituzione caritatevole fondata proprio dal Maestro di Busseto. Pur nei limiti della brevità e dell’occasione, questo Requiem è un omaggio veramente sentito di Puccini al suo predecessore, dove la viola solista, in quella che è quasi una breve scena d’opera, stimola profondamente negli umani la pietas per chi ha lasciato le certezze terrene. Per finire un estratto dal Requiem di Verdi “Lacrymosa” il celebre brano conosciuto del grande compositore W. A. Mozart Le letture saranno interpretate dalle voci recitanti di Carmen Frati e Mauro Pierfederici, mentre le voci di Gabriele Pierantoni, Alberto Arcangeletti, Roberto Petrelli, Mario Nicolini e Gerardo Giorgini eseguiranno alcuni passi solistici dell’opera. Associazione Musica Antica e Contemporanea  
La decisione di realizzare un digestore anaerobico nell'area industriale ZIPA di Casine di Ostra deve avvenire soltanto dopo la revisione del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell'area. Oltre ai rischi indicati e normati dalla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) già rilasciata, occorre un ulteriore approfondimento sul rischio alluvione. Questo prima del rilascio dell"Autorizzazione Ambientale Integrata (AIA). E’ quanto il Comune di Senigallia ha già chiesto nel maggio 2015 all'Autorità di bacino della Regione Marche, chiedendo di indagare e di esprimersi se l'area individuata risulti ancora idonea, da un punto di vista di assetto idrogeologico, alla collocazione di quel particolare tipo di impianto industriale. Il nostro Sindaco ha ricevuto risposta a tali osservazioni? In tal caso, chiediamo che sia resa pubblica, così da consentire ai cittadini di valutare la questione in maniera informata e quindi equilibrata. Ribadiamo la richiesta alle autorità competenti di esprimersi su questo aspetto centrale della questione, tornata d'attualità dopo il 3 maggio 2014. La Città Futura
Per alcuni lavori di manutenzione e tinteggiatura dei locali spogliatoio, la piscina comunale Molinello 2 resterà chiusa da lunedì 14 a venerdì 19 marzo
Anche il Comune di Senigallia promuove l’art bonus, il sistema di incentivi fiscali a favore di coloro che decidono di fare mecenatismo con erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo.La giunta comunale, infatti, ha varato un elenco di beni culturali di sua proprietà conservati nel Palazzetto Baviera che potranno essere oggetto di interventi di manutenzione, protezione e restauro da parte di privati, enti o società. Coloro che aderiranno, potranno usufruire di un credito d'imposta pari al 65% dell'erogazione liberale, detraibile in tre annualità.“L’art bonus – afferma il sindaco Maurizio Mangialardi – rappresenta un’importante occasione che il governo ha voluto mettere a disposizione di aziende e privati, al fine di promuovere la tutela del patrimonio artistico, e di conseguenza la valorizzazione della cultura e lo sviluppo del turismo. In questo senso, la nostra Amministrazione ha scelto di proporre a ditte, istituti bancari enti, fondazioni, associazioni e singoli cittadini, che già in passato si sono distinti per generose iniziative di mecenatismo, un elenco di beni da restaurare che rientrano nel pregiato patrimonio di Palazzetto Baviera, che diventerà una delle principali attrazioni culturali artistiche di Senigallia”.L’elenco dei beni restaurabili con i relativi importi è consultabile sul sito web del Comune (www.comune.senigallia.an.it) e comprende vari arredi: un tavolo a muro in legno intagliato, cinque seggiole in legno laccato e dorato con seduta in canna d’India e schienale traforato, due seggiole neoclassiche con motivi traforati sullo schienale e gambe tornite in legno laccato e dorato con seduta imbottita e tappezzata, una coppia di comodini con intarsi in avorio, una cassapanca intagliata con bacellatura piedi di leone e stemma araldico in legno di noce, dodici seggiole in legno di faggio tinto con seduta e schienale ricoperti di cuoio con lo schienale che presenta uno stemma araldico, una cassapanca intagliata con piedi di leone e larghe lesene in legno di noce, quattro seggiole in legno di noce intagliato e sedute con stoffa rossa del XVIII secolo. Inoltre, si potrà intervenire per il restauro dei preziosi soffitti a stucco opera di Federico Brandani raffiguranti alcune storie dell’Antico testamento e le Fatiche di Ercole. Tutti gli interventi sono già stati approvati dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio delle Marche.Le donazioni potranno avvenire solo attraverso istituti bancari, uffici postali, carte di credito, di debito e prepagate, assegni bancari e circolari. Di fatto non sarà possibile utilizzare i contanti, in considerazione del fatto che non offrono sufficienti garanzie di tracciabilità.
Buona cucina, ottima salute. “Insomma “Cibo e’ Salute”, uno slogan, e molto di più, datato sette anni che finalmente è entrato nelle coscienze di operatori del settore culinario senigalliesi”. È il commento del direttivo di A.N.D.O.S. Senigallia alla notizia che nel ciclo di incontri di aggiornamento dell’Associazione Cuochi di Ancona, che si svolgeranno in questi giorni, rientra proprio un tema caro al sodalizio che riunisce le donne operate al seno. “Ogni anno – si legge nella nota del Direttivo – in occasione dell’Ottobre in Rosa, tra le numerose attività di sensibilizzazione come convegni sulla prevenzione, confronti su esperienze con chi ha affrontato il cancro, compare anche una due giorni dedicata a “Cibo e’ Salute” con appuntamenti (ospitati dall’Istituto Alberghiero Panzini) con lo chef Giovanni Allegro, consulente di cucina della Fondazione I.R.C.C.S. dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Attività nel corso delle quali vengono presentati i cibi che aiutano a prevenire i tumori”. Il direttivo coglie l’occasione per ringraziare la professoressa Sagrati dell’Itituto Panzini, il professore di sala Germano Carboni, lo chef Allegro e lo chef Silvano Pettinari per l’attenzione rivolta da sette anni a questa parte alle iniziative dell’ottobre in rosa. 
I Carabinieri della Compagnia di Senigallia hanno arrestato un albanese di 24 anni, noto alle forze di polizia, per ricettazione, tentato furto aggravato in abitazione e resistenza a P.U. Verso le 21:00 di ieri sera, la pattuglia del Nucleo Radiomobile è intervenuta a Senigallia in via del Perugino, dove alcuni residenti avevano segnalato sul “112” di aver visto alcuni individui che dopo essersi arrampicati sul balcone al primo piano stavano tentando di forzare la porta finestra dell’abitazione di proprietà di una 76enne del luogo, che in quel momento non era presente in casa. Un residente ha inoltre precisato che i malviventi erano stranieri perché li aveva sentiti parlare. Un’altra donna invece ha riferito di essere uscita sul balcone e di aver dato voce ai ladri per metterli in fuga ma uno di questi, che fungeva da palo, le aveva fatto segno di rientrare in casa altrimenti l’avrebbe sparata. Giunti sul posto, i Carabinieri della Radiomobile hanno subito notato una Volkswagen Golf, con un solo individuo a bordo, che si allontanava repentinamente a fari spenti dandosi a precipitosa fuga. Dopo un inseguimento, protrattosi per circa 2 chilometri, l’automobilista in fuga, giunto in via Poerio, tallonato dall’autoradio, è stato costretto a fermarsi. Prontamente raggiunto dai due militari, il giovane ha tentava un’ulteriore fuga a piedi scagliandosi contro i Carabinieri che comunque sono riusciti ad immobilizzarlo senza ulteriori conseguenze. Il giovane è stato ammanettato e condotto in caserma dove è stato identificato nel 24enne albanese, originario di Kruje. Lo stesso era stato arrestato nel 2014 a Bari per rapina a mano armata ma era rimasto agli arresti domiciliari a Monteprandone (AP) fino a dicembre 2015 poi è stato rimesso in libertà. Da allora se ne erano perse le tracce. Le immediate indagini sull’auto hanno consentito inoltre di accertare che l’autovettura, una Volkswagen Golf immatricolata nel 2014, era stata rubata a Bologna mercoledì scorso. All’interno dell’auto inoltre i Carabinieri hanno rinvenuto un portafogli con il passaporto e la patente di guida di un altro albanese di 23 anni e due telefoni cellulari. L’autovettura è stata sottoposta a sequestro. Nei prossimi giorni potrà essere restituita al proprietario. L’albanese, sottoposto a fermo di indiziato per la ricettazione dell’auto ed in stato di arresto per il tentato furto in appartamento e per la resistenza ai due Carabinieri, è stato associato alla Casa Circondariale di Ancona Montacuto a disposizione della Procura della Repubblica di Ancona che dirige le indagini che proseguono per individuare il resto della banda che non si esclude possa avere base operativa nella provincia di Ascoli Piceno e ramificazioni a Bologna anche al fine di individuare possibili connessioni con altri tre furti in abitazione commessi ieri sera in Via Draga a Montignano ed in Via Bramante zona Vivere Verde a Senigallia.
Fare politica dovrebbe essere una cosa seria e dovrebbe essere fatta da persone credibili e in favore del popolo, purtroppo però in Italia questo non avviene, e ogni giorno ne abbiamo le prove. Vi ricordate il Comunicato di due giorni addietro della nostra Amministrazione nel quale sia il Sindaco che l'Assessore Monachesi si sperticavano nel dichiarare che "mai loro avevano parlato di un parcheggio abbattendo gli alberi in viale Bonopora accanto alla stazione ferroviaria"? Quando però le bugie hanno le gambe corte, fare brutte figure è inevitabile, ed ecco quindi che nel giro di due giorni, puntuale come una cartella esattoriale di Equitalia, arriva la "Smentita della Smentita". E a farla non sono mica "tizio, caio o pincopallino", ma sono il Presidente della CNA Giacomo Mugianesi, il Presidente della Confartigianato Giacomo Cicconi Massi, e il Presidente di Confcommercio Giacomo Bramucci che dichiarano alla stampa che "era stato proprio il Comune a presentare la proposta alle Associazioni di categoria". Addirittura, in maniera simpatica e spiritosa, segno di intelligenza, il Presidente Bramucci invita l'Amministrazione "a fare un bel respiro e ripartire con calma senza toni aggressivi". Sarà però difficile che questo accada, perchè quando la spocchia e l'arroganza vincono sull'onestà, sull'etica e sull'intelligenza, ecco che cosa accade. L'Assessore Monachesi, sue testuali parole, aveva detto: "Si tratta delle solite bufale", chissà, forse si riferiva alle mozzarelle. Come diceva il famoso Emilio Fede in un epico fuori onda Assessore? Per noi la politica è e rimane una cosa seria, non ci piacciono questi teatrini ridicoli e desidereremmo vedere persone preparate e più vicine al popolo e non sempre distanti anni luce facendo solamente gli interessi dei partiti e dei loro appartenenti. Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale lotterà e denuncerà sempre tutte le ridicolaggini della politica in generale e dell'Amministrazione locale. Marcello Liverani Coordinatore Fratelli d'Italia di Senigallia
Ci sono domande che trovano risposta e altre che restano sospese. Perché la mimosa e non un altro fiore? Perché l’Otto Marzo e non un’altra data per ricordare le donne? Quando si sono avute le prime elettrici e le prime votanti della storia italiana? Quando e come le donne si sono avvicinate alla “stanza dei bottoni”? Quali interventi normativi hanno proiettato la donna nel mondo del lavoro, tutelandola dal maschilismo e dal tradizionalismo per secoli trionfante? I passi che hanno mutato la storia delle donne sono tanti, ma dodici si segnalano su tutti. Oggi pomeriggio alle ore 17.00, presso la Sala del Trono di Palazzo del Duca, viene presentato il volume sulle donne che tanto sta facendo parlare di sé in questi giorni (“Dodici passi nella storia. Le tappe dell’emancipazione femminile”, Ed. Marsilio, Venezia 2016, pp. 256). Dopo i saluti di Ilaria Ramazzotti, Assessora alle Pari Opportunità del comune miseno - che ha coordinato le manifestazioni dedicate a Senigallia alle donne -, saranno i curatori, gli storici Lidia Pupilli e Marco Severini (Università di Macerata) a raccontare come è nato un libro che risponde alle suddette domande (e a molte altre), focalizzando i diversi aspetti che hanno cambiato nell’età contemporanea il ruolo e la figura della donna. Si tratta di un testo prezioso e documentato, scritto in maniera agile e frutto di um’articolata ricerca storica promossa dall’Associazione di Storia Contemporanea alla quale hanno preso parte, sotto la direzione dei due curatori, altri dieci studiosi che lavorano in Italia e negli Stati Uniti: otto donne e due uomini; almeno questa volta, un significativo ribaltamento dei consueti rapporti di forza. da Associazione di Storia Contemporanea
Che il territorio italiano sia particolarmente fragile è testimoniato dal fatto che il 68% circa delle frane in Europa avvengono nel nostro paese. Siamo una ‘frana totale’ nella prevenzione. In compenso siamo degli assi negli interventi in emergenza ex-post. Abbiamo sviluppato la migliore protezione civile del mondo e tutti imparano da noi. Ma tutto questo non è particolarmente efficiente perché, come numerosi studi scientifici dimostrano, spendiamo somme spropositare per riparare i danni post-evento, che si sarebbero potute evitare ove si fossero spese somme di gran lunga inferiori in prevenzione (anche di 10 o 15 volte). Lo dice anche la saggezza popolare: ‘prevenire è meglio che curare’. Ma la politica non ci sente da questo orecchio. I soldi spesi in interventi eseguiti in sperduti anfratti, in letti di torrenti, in versanti di colline, non si vedono e quindi non portano voti. I soldi spesi in emergenza post catastrofe, per riparazione di drammatici danni e risarcimenti a danneggiati, invece hanno un grande impatto mediatico e quindi portano voti. Come analisi sarà cinica, e forse anche un po’ grossolana, ma se fate due più due, vi accorgerete che non siamo troppo lontani dalla realtà, guardate il risultato delle ultime elezioni cittadine per le promesse fatte. E’ il dissesto ideologico, la maggiore causa del dissesto idrogeologico. La maggior parte dei disastri, sono disastri annunciati. E spesso si ripetono nelle stesse aree geografiche. Ci sono in Italia zone, come quelle della Liguria e della Campania meridionale, ove periodicamente si contano i morti. Ciò non è casuale. Provate a prendere una cartina del mediterraneo. Tracciate delle linee che vanno dallo stretto di Gibilterra all’Italia. Le linee di mare più lunghe, senza che siano interrotte da isole o coste, sono quelle che puntano a nord in Liguria ed a sud sulla Campania meridionale. Queste linee vengono chiamate dagli ingegneri con il termine ‘fetch’. Non sono altro che corridoi sul mare aperto dove più a lungo possono svilupparsi venti senza che siano interrotti da qualche ostacolo e possono quindi caricare l’aria di grandi quantità di umidità presa dal mare e generare le più potenti perturbazioni atmosferiche, con la forza di veri e propri uragani, che sono la causa delle più grandi alluvioni. Ed ecco che periodicamente si verificano eventi importanti nelle zona di Genova e della penisola Sorrentina e relativo entroterra (disastri di Sarno, Quindici, Castellammare di Stabia, ecc.). La situazione a Genova comparata con Senigallia. Il 10 ottobre 2014 sono piovuti oltre 500 mm di pioggia su Genova ed il 4 novembre del 2011, sempre a Genova ne caddero quasi 500 mm in 5 ore, a Senigallia il 3 maggio 2014 ne sono caduti solo 72 mm in 6 ore. Esondano i fiumi ed i torrenti a Genova e sono sempre gli stessi: Bisagno, Fereggiano, Sturla e Scrivia. Si è parlato, in entrambe le città, di evento mai accaduto prima. Ma non è così. Il 4 ottobre del 2010, la quantità di pioggia era stata praticamente la stessa e a Senigallia fu così nelle alluvioni del 1976 e 1940. Alluvioni più gravi ci sono state in precedenza a Genova nel ‘93, nel ‘92 e nel ‘70 (quando i mm di pioggia furono addirittura più di 900) e a Senigallia nel 1855 e 1897. I danni ed i lutti a seguito di alluvioni non sono però sempre gli stessi. Molto dipende da quello che fa e da quello che non fa l’uomo. Enormi straripamenti di fiumi nel passato più o meno recente non hanno provocato gli stessi danni e lo stesso numero di perdite di vite umane degli ultimi tempi. Semplicemente perché le aree interessate dalle esondazioni non avevano insediamenti abitativi. Negli ultimi decenni le urbanizzazioni sono state, in alcuni casi, davvero dissennate. I cosiddetti ‘pianificatori’ urbanistici dalla licenza edilizia facile hanno dimostrato di avere la memoria sempre cortissima. Hanno consentito di costruire in aree dove si sapeva benissimo che prima o poi sarebbero arrivate le acque straripate. Pochi sanno, ad esempio, che una alluvione del fiume Arno, farebbe oggi molti più danni di quella famosissima del 1966, che è stata immortalata dai TG di tutto il mondo, perché sulle sponde del fiume, subito dopo l’evento disastroso, si è costruito moltissimo. In pratica ci fu una vera e propria corsa alla licenza edilizia da parte di tutti gli enti territoriali competenti prima dei divieti di edificazione attuati grazie alla la benemerita Commissione De Marchi (dal nome del grande ingegnere idraulico che la guidava). Non tutto deve andare male: quando si previene, i disastri non avvengono. La scelleratezza urbanistica permette di costruire dove i tecnici competenti sconsigliano di costruire, trattandosi di zone a rischio di alluvione o di frana o di dissesto. Questo comportamento denota una evidente stoltezza; non sarà il caso di smettere di maltrattare così il territorio? I programmi di tutte le forze politiche, nessuna esclusa, contengono parole altisonanti ed impegni solenni di lotta al dissesto idrogeologico. Ma, dopo le elezioni, i buoni propositi restano solo chiacchiere e anche quest’anno 2016 il nostro Consiglio comunale ha approvato degli emendamenti, all’ultima variante al PRG, che consentono di realizzare garage addirittura interrati a ridosso del fiume e di un’area R4 all’interno del progetto ‘Orti del Vescovo’. L’eccessivo consumo di territorio, con disboscamenti, cementificazioni ed impermeabilizzazioni del terreno (piazza Garibaldi totalmente cementificata e disboscata ne è esempio lampante) è da evitare assolutamente. Come lista civica riteniamo prioritarie queste riflessioni. Occorre da una parte vietare ulteriori consumi di territorio, permettendo nuove costruzioni solo nella zone già urbanizzate, densificando e riqualificando l’edilizia di scarsa qualità del dopoguerra, Imporre il cosiddetto criterio della ‘invarianza idraulica’. (Se, cioè, un determinato territorio, prima di realizzare un intervento di trasformazione, produce una certa quantità di acqua in occasione di determinate precipitazioni meteoriche, dopo la trasformazione deve mantenere costante questa quantità di acqua prodotta. Questo significa che, se si impermeabilizzano porzioni più o meno vaste di tale territorio, riducendo quindi le naturali capacità di ritenzione idrica del terreno originario, è necessario ed obbligatorio realizzare opere di cattura ed immagazzinamento delle acque di pioggia intensa, per poi restituirle alla natura solo successivamente allo scroscio di pioggia, in modo tale da evitare ogni danno da alluvione. Occorre quindi realizzare quello che gli ingegneri idraulici definiscono la ‘laminazione delle piene’.) Occorre attivare le opere di manutenzione idraulica: la gran parte dei disastri sono causati dall’incuria, dalla ridotta capacità di portata del reticolo idrografico a causa di ostruzioni, interramenti, abbandoni di rifiuti ingombranti, crollo di alberi ed arbusti, ecc. Le operazioni di manutenzione idraulica andrebbero effettuate con regolarità, e consentirebbero, a conti fatti, di spendere meno e meglio, e, soprattutto, di evitare di piangere vite umane perdute; Occorre realizzare opere idrauliche di accumulo e regolazione. L’acqua è elemento fondamentale di vita ma può causare danni e morti sia quando ce n’è troppo poca, sia quando ce n’è troppa. Occorre quindi usare la saggezza del buon padre di famiglia, che mette da parte le risorse nei tempi grassi per i tempi delle vacche magre. Quindi ci vogliono le vituperate dighe che immagazzinano le acque quando scorrono impetuose e possono causare danni e vittime, per poterle restituire quando piove poco e ce n’è più bisogno, ad esempio per irrigare i campi d’estate. (Basta studiare un po' di storia, anche recente, per apprendere, ad esempio, che la città di Roma andava regolarmente sott’acqua tutti gli anni fino a pochi decenni orsono. Tanto è vero che le autorità papaline avevano organizzato un capillare servizio di barchini che percorrevano le strade romane allagate per distribuire pane agli abitanti costretti a casa dalle alluvioni, i quali lo ritiravano dalle finestre. Tutto questo è diventato solo un ricordo storico, grazie agli imponenti interventi idraulici dei cosiddetti ‘muraglioni’ ma anche grazie alle grandi dighe realizzate su alto e medio corso del Tevere, che consentono di ‘laminare’ le piene del fiume stesso.) Le stesse dighe produrrebbero energia elettrica gratuita e senza emettere CO2. Riteniamo prioritarie opere di presidio contro erosioni, frane e dissesti idrogeologici. Gli specialisti della materia conoscono perfettamente quali sono i versanti in frana, quali sono gli alvei dei corsi d’acqua in erosione, quali sono le aree a rischio di dissesto idrogeologico e sono perfettamente in grado di progettare gli interventi atti a scongiurare le catastrofi. L’investimento più produttivo che possiamo fare è quello della salvaguardia del capitale umano e del nostro territorio. Diamo quindi fiducia solo ai (pochi) decisori politici che lo hanno capito. Ma a Senigallia ci sono? Nell’immagine, in giallo, i lavori per mettere in sicurezza il tratto finale cittadino. Lista Civica Senigallia Bene Comune