Venerdì, 28 Luglio 2017 08:43

SENIGALLIA - Sanità, dalle parole ai fatti!

Scritto da
Come preannunciato in conferenza stampa, l’Associazione “Energie per Senigallia” (guidata dal Presidente Massimo Bello e dal Vice Presidente Francesca Fava), l’Unione Nazionale Consumatori – Marche (coordinata dall’avv. Corrado Canafoglia) e il “Comitato a difesa dell’Ospedale e della salute del territorio” di Senigallia (con Serenella Curzi, coordinatore pro-tempore) sono già al lavoro e pronti a mettere in campo le prime azioni finalizzate a riaccendere il confronto – serio, documentato e puntuale – sul futuro della sanità locale e, in particolare, per chiedere ‘a voce alta’ non solo la riqualificazione ed il potenziamento dell’Ospedale di Senigallia, ma anche dei servizi e delle strutture sanitarie del territorio dei Comuni della Valle del Misa e del Nevola nell’ambito delle politiche di programmazione sanitaria regionale della Marche e della tutela della salute dei cittadini. Si allarga, quindi, il campo di azione del “Comitato a difesa dell’Ospedale”, di “Energie per Senigallia” e di “Unione Nazionale Consumatori”, prevedendo anche il coinvolgimento diretto del Presidente della Giunta regionale e di tutti i Gruppi consiliari dell’Assemblea legislativa delle Marche, nonché dei Comuni del nostro comprensorio: Arcevia, Castelleone di Suasa, Barbara, Ostra, Ostra Vetere, Trecastelli, Corinaldo, Serra de’ Conti. Oltre, naturalmente, a Senigallia. L’avv. Corrado Canafoglia, Massimo Bello e Serenella Curzi hanno inviato al Presidente della Regione Ceriscioli, a tutti i Gruppi consiliari dell’Assemblea legislativa delle Marche, ai Sindaci di Senigallia e dei Comuni del comprensorio, nonché ai Gruppi consiliari dei rispettivi enti, una lettera e il testo di una mozione, invitando tutti a presentarla e a farla approvare dalle rispettive Assemblee. Avviata anche la Petizione per la raccolta delle firme a favore del potenziamento del nostro Ospedale e, soprattutto, della rivisitazione delle politiche sanitarie nei confronti del nostro territorio. “A parole – dice l’avv. Corrado Canafoglia - tutti sono d’accordo a difendere il nostro Ospedale, tutti auspicano l’unione di tutte le forze politiche di maggioranza ed opposizione, per rivedere le strategie sanitarie regionali. Ora, però, occorrono i fatti e solo votando la mozione si capirà chi è favore e chi è contro il ridimensionamento del nostro Ospedale: basta divisioni, bisogna che i politici tutti insieme rivedano le decisioni già prese da decenni!  “Rivolgiamo a Voi il nostro appello – scrivono Bello, Fava, Canafoglia e Curzi nella lettera inviata alle istituzioni regionali e ai Comuni del comprensorio - per creare un ‘coro’ unanime su un tema fondamentale per tutto il nostro territorio comprensoriale, quale il mantenimento dell’Ospedale e il diritto alla salute. Da tempo, assistiamo al continuo depotenziamento e ridimensionamento dell’Ospedale di Senigallia e di altri servizi socio-sanitari del territorio vallivo nell’ambito della programmazione, gestione ed organizzazione della sanità regionale e locale. Riteniamo urgente, e non più rinviabile, quindi, unire tutte le energie, gli interessi, le forze e le passioni di questo territorio comprensoriale (Senigallia e i Comuni della Valle del Misa e del Nevola) affinché le decisioni dell’ASUR e della Regione Marche siano non solo riviste, ma anche assunte con l’attenta e la puntuale partecipazione della popolazione locale e dei governi degli enti locali. Ecco perché Vi chiediamo di presentare, nei rispettivi Consigli Comunali delle Vostre città e nell’Assemblea legislativa delle Marche, la proposta di Mozione o di Ordine del Giorno da noi predisposta affinché le decisioni assunte dall’ASUR e dagli organi regionali - per quel che riguarda l’Ospedale di Senigallia, i servizi e le strutture del comprensorio e del ‘diritto alla salute’ - siano rivisitate e modificate.” “Le preoccupazioni createsi nella popolazione, negli Amministratori locali, nelle organizzazioni sindacali, negli operatori socio-sanitari, nelle forze politiche e anche nei ‘Comitati’, recentemente costituitisi a Senigallia in difesa dell’Ospedale e dei servizi sanitari territoriali, per effetto delle decisioni attuate dall’ASUR e dalla Regione, ma anche e soprattutto in relazione all’attuale situazione di ridimensionamento e di declassamento di servizi e di strutture sanitarie nel territorio di Senigallia e dei Comuni della Valle del Misa e del Nevola, ci debbono speingere ad una riflessione e, soprattutto, ad un cambio di rotta immediata.” “Le politiche socio-sanitarie del territorio comprensoriale di Senigallia e della Valle del Misa e Nevola - scrivono ancora Bello, Fava, Canafoglia e Curzi - rappresentano un argomento importante di confronto tra forze politiche, istituzionali e sociali. Le decisioni e gli indirizzi organizzativi, attuati dai vertici dell’ASUR e della Regione Marche, hanno di fatto declassato e ridimensionato l’Ospedale di Senigallia, nonché i servizi e le strutture dell’intero territorio vallivo, e rischiano di mettere ulteriormente in discussione i principi di universalità, equità e solidarietà contenuti nel fondamentale ‘diritto alla salute’ delle comunità locali. “Gli strumenti di programmazione, gestione ed organizzazione della Regione e dell’Asur non hanno tenuto nella doverosa considerazione non solo le peculiarità e le esigenze di Senigallia, ma anche quelle dei Comuni della Valle del Misa e del Nevola, che negli ultimi anni sono stati fortemente penalizzati. La programmazione regionale deve garantire, invece, un sistema di servizi sanitari universalistico ed equo, radicato principalmente nelle comunità locali e soprattutto rispettoso delle esigenze e della composizione del territorio comprensoriale”. “La tutela della salute, la salvaguardia, il potenziamento e la riqualificazione dei servizi e delle strutture sanitarie del territorio senigalliese e vallivo rappresentano un obiettivo, a cui non si deve rinunciare. Senigallia e l’ex Zona Territoriale n. 4 dell’ASUR, nel corso degli ultimi anni, sono state oggetto di una riorganizzazione socio-sanitaria regionale, che ha provocato la chiusura di 4 Ospedali e la rimodulazione delle strutture territoriali, penalizzando fortemente le comunità locali di questo comprensorio vallivo.” “Ecco perché il territorio di Senigallia e dei Comuni della Valle del Misa e del Nevola non può essere ancora considerato dai vertici regionali della sanità un’area di serie B rispetto ad altre parti della provincia di Ancona e dell’intero territorio regionale, le cui comunità, nel corso del tempo, hanno beneficiato di maggior attenzione in materia di sanità.” L’Ospedale di Senigallia rappresenta per questo territorio vallivo, e quindi non solo per Senigallia, una struttura sanitaria strategica e funzionale per l’intera comunità comprensoriale, e che per tale ragione non può essere ulteriormente depotenziato e declassato. Le strutture ed i servizi socio-sanitari, presenti inoltre nel territorio comunale ed in quello dei Comuni della Valle del Misa e del Nevola, sono fondamentali per garantire il diritto alla tutela della salute di un’ampia are valliva. L’Ospedale di Senigallia, anche per le peculiarità del territorio comprensoriale, rappresenta un valore aggiunto, della cui integrità e funzionalità le comunità di cittadini non possono farne a meno. Con la mozione consegnata ai vertici istituzionali di Regione e Comuni del comprensorio, si chiede che: 1) gli interventi, le azioni e gli atti amministrativi di natura sanitaria della Regione Marche  tendano a mantenere o a potenziare e riqualificare l’Ospedale, i servizi e le strutture sanitarie di Senigallia e dei Comuni del territorio della Valle del Misa e del Nevola; 2) ogni decisione assunta, ad oggi, a livello di vertice da ASUR, Giunta e Consiglio regionale va rivisitata e modificata, coinvolgendo anche i governi del territorio comprensoriale e la popolazione tutta - costituitasi anche in Comitati - soprattutto perché tali decisioni riguardano le comunità locali; 3) nell’ambito di una seria riflessione sulla riorganizzazione delle postazioni di emergenza sanitaria (POTES), come prevista nell’attuale programmazione sanitaria regionale, venga considerata l’istituzione di una ulteriore POTES nel territorio della Valle del Misa e del Nevola, potenziando anche quelle esistenti. Associazione culturale e politica Senigallia
Cannella protagonista con il trofeo di ruzzola “Spiaggia di Velluto”. La gara, organizzata dal Gruppo Sportivo Uisp Cannella, si è tenuta la scorsa domenica su via Cavallo Montirone, nello splendido scenario delle campagne del territorio. Ben 30 le squadre partecipanti, provenienti da quasi tutta la Regione, con atleti delle province di Ancona, Pesaro Urbino, Macerata e Fermo che non sono voluti mancare all’evento, dando una prova della loro passione per questo gioco tradizionale che non smette di affascinare. “Lo spirito è sempre quello di stare insieme divertendosi – ha dichiarato il Presidente del gruppo sportivo Cannella, Loris Ventura – ma siamo davvero soddisfatti che questo appuntamento estivo, che molti vivono come una vera e propria preparazione alle gare della stagione sportiva, abbia avuto questo successo di pubblico e partecipanti”. “L’animazione sportiva e sociale del territorio – ha dichiarato il Presidente del Comitato Uisp di Senigallia, Giorgio Gregorini, presente alle premiazioni – è un obiettivo imprescindibile del lavoro della nostra associazione: proprio per questo va sottolineata una volta di più l’importanza di queste iniziative, che sanno aggregare oltre a valorizzare sport tradizionali legati alla storia del nostro territorio”. Per la categoria A vittoria per la squadra di Cupramontana capeggiata da Agnetti, che ha avuto la meglio sulla formazione di Borgo Catena capitanata da Pandolfi. Per la categoria B invece successo della formazione di Casale guidata da Morganti. Dopo questa bella iniziativa, i fari dello sport amatoriale locale torneranno ad accendersi anche la prossima domenica su Cannella, dove è in programma domenica 30 luglio la manifestazione cicloturistica “Mediofondo cannellese”, tradizionale appuntamento degli amanti delle due ruote.
A Roncitelli nascerà un bosco della memoria per ricordare gli amici a quattro zampe che ci hanno lasciato. È quanto prevede il progetto Albero della Vita, promosso dall’associazione “Sguinzagliati” di Senigallia e sostenuto dall’Amministrazione comunale.Con questa iniziativa, ognuno potrà far rivivere il proprio animale tramutando le sue spoglie in un albero che crescerà all’interno di un’area individuata dal Comune. Non si tratta però di un cimitero; infatti, a seguito della cremazione, le ceneri saranno poste in una speciale urna biodegradabile che ospiterà un albero o arbusto.L’area individuata sarà suddivisa in caselle numerate e ognuna di queste sarà assegnata a un animale, che verrà opportunamente registrato dall’azienda incaricata di cremarlo con il suo nome e la famiglia di origine, in modo che si possa avere un registro di tracciabilità.Le piante utilizzate saranno scelte tra quelle idonee a un arredo urbano coerente con il Piano Strutturale del Verde e tali da crescere anche in assenza di grandi manutenzioni. Le specie vegetali autoctone, nella forma di piantine forestali arboree e arbustive, comprendono tra le altre il frassino, l’olmo, la quercia, l’acero, l’ulivo, il pioppo bianco, il pioppo nero, l’acacia, il corbezzolo, la fillirea, il sambuco, il prugnolo spinoso.Il progetto non avrà costi per la collettività, in quanto a sostenere economicamente la piantumazione di alberi ed essenze sarà la stessa azienda che provvederà alla cremazione degli animali.“Un'iniziativa molto importante - afferma il sindaco Maurizio Mangialardi – per la quale ringrazio l'associazione Sguinzagliati, che come sempre si dimostra un interlocutore serio e affidabile, capace di proporre progetti e soluzioni per migliorare gli aspetti della città dog-friendly in una prospettiva ampia, che tiene conto sia di chi possiede un animale e di chi non lo possiede. Un bel progetto, dunque, che nell'idea di dare continuità al rapporto uomo e animale anche dopo la scomparsa di quest'ultimo, offre alla nostra comunità un nuovo bene pubblico a disposizione di tutti”.“Abbiamo subito accettato la proposta dell'associazione - aggiunge l'assessore ai Lavori pubblici Enzo Monachesi - perché si tratta di un'iniziativa di grande importanza e sensibilità nei confronti delle persone che purtroppo vengono a perdere il proprio fedele amico a quattro zampe”.“Vogliamo che la pianta – afferma Marco Nocchi, portavoce dell’associazione Sguinzagliati - sia espressione di continuità della vita, per rendere il più naturale possibile il difficile momento del distacco dai nostri animali”.
Ricevuti in Comune dal sindaco Maurizio Mangialardi i coniugi Patrizio Ginelli ed Emilia Barcellari, che stanno trascorrendo per il trentesimo anno consecutivo le loro vacanze a Senigallia, e precisamente all’Hotel Europa. Provenienti da Ostiano, in provincia di Cremona, i coniugi sono giunti in Comune accompagnati da un folto gruppo di amici locali. A loro il sindaco ha voluto consegnare una pergamena per la fedeltà e l’amicizia dimostrata nei confronti della città e della Spiaggia di Velluto.
Mercoledì, 26 Luglio 2017 11:15

SENIGALLIA - Il Calendario Polizia di Stato 2018

Scritto da
La Polizia di Stato svela il progetto del calendario istituzionale 2018. Gli scatti, che avranno il compito di ritrarre il delicato ruolo degli uomini e delle donne della Polizia di Stato, sono stati affidati ad undici giovani fotografi professionisti dell’Agenzia Fotografica “Contrasto”, una realtà unica nel mondo dell'immagine che costituisce un punto di riferimento per la fotografia, operando nel mondo dell'informazione e della cultura, con un ruolo di primo piano nel campo della fotografia d'autore. Tutti gli scatti rappresentano, da Nord a Sud del nostro Paese, il variegato mondo della Polizia di Stato con approccio artistico unico e diverso per ogni foto.  Per l’edizione del prossimo anno, il calendario della Polizia di Stato ha introdotto una assoluta novità artistica. Uno degli scatti che correderanno l’iniziativa è stato individuato attraverso un concorso fotografico a cui hanno partecipato molti poliziotti che hanno voluto rappresentare la propria dimensione professionale attraverso lo strumento della fotografia. Non solo la mano e l’occhio di esperti fotografi ma anche l’intuito fotografico di un poliziotto ha permesso di realizzare uno straordinario lavoro artistico che anche per il prossimo anno permetterà di rappresentare nella sua interezza e nella sua diversità la Polizia di Stato. Anche quest’anno la realizzazione del calendario della Polizia di Stato ha trovato la partnership di Unicef ed il ricavato della vendita sarà destinato al Comitato italiano per l’Unicef Onlus per sostenere il progetto “Italia – Emergenza bambini migranti”. L’Unicef sta lavorando in Italia, da circa un anno e per la prima volta, per assicurare a tutti i bambini migranti e rifugiati l’accesso a servizi equi, tempestivi e di qualità che garantisca loro protezione, cure ed  inclusione sociale. Nel 2016 sono oltre 25.846 bambini e adolescenti sbarcati sulle coste italiane e più di 6.500 sono arrivati soli, non accompagnati. Il Comitato italiano per l’Unicef, per la prima volta, donerà anche 8.000 euro del ricavato al Fondo Assistenza Polizia di Stato. Grazie alla consolidata partnership con Unicef dal 2001 ad oggi sono stati complessivamente raccolti più di 2 milioni di euro e completati diversi progetti, di cui alcuni a sostegno dell'infanzia e contro lo sfruttamento dei minori in Cambogia, Benin, Congo, Guinea, Repubblica Centro Africana. Solo nel 2017 sono stati raccolti più di 151.000 euro che sono stati devoluti per sostenere in Libano – il progetto “Youth and  Innovation” finalizzato a promuovere, nel paese, l’integrazione sociale ed economica dei giovani a rischio. Tutti i cittadini potranno prenotare il calendario da parete al costo 8 euro e il calendario da tavolo al costo di 6 euro, entro il prossimo 25 settembre 2017, facendo un  versamento sul conto corrente postale nr. 745000, intestato a “Comitato Italiano per l’Unicef”. Sul bollettino dovrà essere indicata la causale “Calendario della Polizia di Stato 2018” per il progetto Unicef “Italia – Emergenza bambini migranti”.  La ricevuta del versamento dovrà poi essere presentata agli (U.R.P.) Uffici Relazioni con il Pubblico di tutte le Questure d'Italia che forniranno dettagli sulla consegna.  
Ieri sera, 25 luglio, si e' tenuta riunione tecnica del "Comitato Cittadino a Difesa dell'Ospedale di Senigallia", finalizzata a registrare le reazioni dei sostenitori all'indomani della grande mobilitazione creata da questo comitato alla riunione della IV commissione sanità ed anche a decidere le modalità organizzative del gruppo.  Al centro della discussione il nostro obiettivo: garantire a Senigallia un servizio sanitario pubblico ed efficiente ad ogni cittadino e non permettere il continuo  depauperamento dell'Ospedale di Senigallia, vera minaccia per la salute del territorio ed ovvio preambolo per una svolta sempre più privata della sanità marchigiana. Il centro della nostra azione non saranno certo le istituzioni (con cui certamente cercheremo confronto senza tuttavia risparmiare una  severa critica ed una lotta seria) ma “tutti i cittadini e gli operatori sanitari”. Il Comitato non ha un orientamento partitico ed è quindi aperto a tutti coloro che hanno a cuore una sanità pubblica, giusta, sul territorio e vicino alla gente. Ieri si  è deciso che potranno partecipare anche coloro che rivestono incarichi pubblici purché entrino nella discussione senza alcun preconcetto, senza alcuna volontà di strumentalizzare il Comitato ma solo se veramente intenzionati ad anteporre la tutela dell'ospedale e più in generale della salute pubblica a mire personali o di partito. Dopo la nascita del nostro Comitato è soprattutto dopo la grande mobilizzazione che abbiamo creato la sera della Commissione, stiamo registrando la nascita di altri comitati. Ci auguriamo che anche questi siano mossi da una sana passione per la difesa dell'ospedale e del diritto alla salute, senza alcun secondo fine ed auspichiamo anche con loro possibili battaglie comuni. Quello che caratterizza il nostro Comitato è il mettere al centro il cittadino come persona, titolare del diritto alla salute garantito dalla costituzione, non certo come mero consumatore. Il nostro metodo è quello di affrontare le istituzioni che gestiscono la sanità per contrastarle in questa deriva privatistica della sanità che nel nostro territorio si traduce nello smantellamento dell'Ospedale. Vogliamo una sanità per tutti e vicino a tutti. Se condividi questa idea incontriamoci LUNEDI 31 LUGLIO, al Centro Sociale Saline alle ore 21.15 –sala polivalente(sopra la Coop)- per discutere e per organizzare la nostra azione
1. U N A L E Z I O N E P O L I T I C A Il progetto di fondere i comuni di Senigalla e Morro d'Alba – o, meglio, di incorporare un piccolo comune in uno più grosso – era stato presentato a fine estate dell'anno scorso come un'idea lungimirante e un'opportunità da cogliere. Una commissione eterogenea non certamente obiettiva e non specificamente competente aveva lavorato a fari spenti per mettere le popolazioni di fronte al progetto compiuto; poi due mesi stretti per preparare il referendum Fusione Sì / Fusione No. Referendum senza quorum e consultivo, beninteso, non sia mai che a un referendum popolare si consenta di decidere qualcosa. La città restava fredda sulla proposta, per quanto il documento comunale si inventasse di tutto: la grande affinità storica e attuale delle due popolazioni, le straordinarie sinergie che ne sarebbero derivate, quando anche un bambino sapeva che lo scopo vero era arraffare gli incentivi che lo stato metteva a disposizione per simili operazioni a fronte di un bilancio comunale (quello di Senigallia) che faceva acqua da tutte le parti. Tutta qui la grande lungimiranza e l'occasione da cogliere in cambio di un processo di fusione stabilito come “irreversibile”. Perché qua le cose si fanno per avere gli incentivi, non il contrario come dovrebbe essere. Successe poi quello che ognuno sa: non solo i Morresi votarono No in modo quasi unanime, ma anche i Senigalliesi (ossia i cittadini del comune incorporante, è questa era una novità assoluta) si pronunciarono per il No. Il voto ebbe, tra gli altri, il merito di ristabilire la verità delle cose: no alla fusione, ossia no a una proposta che era apparsa alla generalità dei cittadini talmente forzosa e balzana che molti non si sono mossi nemmeno di casa per andarla a votare. Chissà: sarà stata la troppa lungimiranza a tenerli lontani? Il risultato comunque rendeva alle due comunità la ragionevole la speranza che la Regione, competente in materia, volesse rispettare la volontà espressa dai cittadini anche se solo consultiva; tanto è vero che, per consolidarla, il 29 marzo di quest'anno, i consiglieri Elisabetta Palma, Stefania Martinangeli e Giorgio Sartini chiesero al Consiglio Comunale che prendesse atto dell'esito del referendum e riconoscesse come propria la volontà espressa col voto. Sindaco e maggioranza non vollero farlo, accampando che un simile pronunciamento sarebbe stato inutile. Anche se entrambi sapevano bene che una risoluzione del Comune di Senigallia a favore della volontà espressa dai cittadini avrebbe reso difficile alle autorità regionali ignorarla e passarci sopra. Cosa fa invece l'amministrazione comunale di Senigallia? Continua a muoversi come se nessun referendum fosse stato fatto e nessuna volontà contraria fosse stata espressa. Silenziosamente distacca il personale dirigenziale – il dirigente dell'area tecnica Serenelli e addirittura il segretario comunale Morganti - part-time nel comune che voleva mangiarsi e che vorrebbe tuttora mangiarsi. Questo vuol dire che intendono passare sopra la volontà dei loro amministrati. Perché intanto le due amministrazioni, Comune e Regione, si parlano, ma per via di partito, non per via istituzionale. Non sono forse governate dallo stesso medesimo renzismo? Del resto quando uno è lungimirante sa dove guardare ma talvolta non fa caso dove mette i piedi.  
In data 24/7/2017 si è riunita, a Senigallia, la 4' Commissione consiliare permanente per discutere del futuro del nostro ospedale. Il tema della tutela della salute, in particolare del rispetto della Costituzione che sancisce il diritto dei cittadini a ricevere cure dal sistema sanitario nazionale,  è uno dei temi cardine del programma del M5S a livello nazionale e locale. Per garantire un sistema sanitario ad accesso universale va preservata la sanità pubblica, che anni fa era, in Italia, una delle migliori al mondo.Due fatti però stanno minando alla base l’universalità e l’omogeneità del Servizio Sanitario Nazionale: la devolution, che ha affidato alle Regioni l’assistenza sanitaria e il suo finanziamento ed ha accentuato le differenze territoriali, e la sanità privata che sottrae risorse e talenti al pubblico. Si tende, inoltre, sempre in modo più accentuato ad organizzare la Sanità come un’azienda e a far prevalere gli obiettivi economici rispetto a quelli di salute e di qualità dei servizi. A livello regionale, abbiamo assistito negli ultimi anni ad un trend decisamente preoccupante, in cui sono stati portati  ripetuti attacchi alla sanità senigalliese, mentre venivano potenziate altre realtà della provincia, come Jesi e Fabriano. Di tutto questo disastro, il PD - i cui esponenti locali hanno cercato in ogni modo di salvare la faccia davanti al numeroso pubblico presente in commissione – è stato il principale artefice. L'operato della precedente giunta Spacca, ieri tanto inviso e vituperato negli interventi degli esponenti dei vertici attuali della sanità regionale, a suo tempo fu difeso a spada tratta proprio dal partito da cui proveniva e che lo aveva fatto eleggere, il PD. Ma torniamo allo svolgimento della commissione. Il direttore generale Asur, Dott. Marini, ha ricordato che, in base al c.d. decreto Balduzzi (DM 70/2015), che ha rivisto gli standard ospedalieri, nonchè in base alle delibere di giunta regionale che l'hanno recepito, l'Area Vasta 2 può mantenere solo due cardiologie con Utic, sulle tre esistenti. Il nostro intervento come M5S ha puntato a smantellare, dati alla mano, questa affermazione. Secondo il DM 70/2015 infatti le specialità, come la cardiologia con Utic, devono essere presenti ogni 150-300 mila abitanti.  Le Marche sono poco popolose (circa un milione e mezzo di abitanti) e le città sono di dimensioni medio-piccole (la più grande, Ancona, conta poco più di 100.000 abitanti),  ma attenendosi il criterio della norma, prevederebbe, su base regionale, 10 U.O. di cardiologia con Utic. Attualmente, nelle Marche esistono proprio 10 cardiologie con Utic, nel pieno rispetto degli standard previsti: 2 Utic sono nei DEA (dipartimento di emergenza e accettazione) di secondo livello - aziende  ospedaliere e ospedali riuniti di Ancona e Marche Nord a Pesaro/Fano-, le altre 8 sono nei DEA di primo livello  - Urbino, Senigallia, Jesi, Fabriano, Civitanova, Macerata, Ascoli, Fermo-.   A nostro avviso, la Regione sta commettendo un errore in questa fase di riorganizzazione, in quanto vuole applicare gli standard del DM Balduzzi su base provinciale, facendo perdere quindi una unità operativa. Un altro punto che abbiamo sottolineato è il fatto che venga penalizzata proprio la cardiologia di Senigallia, che è la più grande e quella con volumi maggiori di attività dell'Area Vasta (abbiamo avuto, nel 2016, un numero di prestazioni – drg - quasi doppio rispetto Jesi). Quindi, ci chiediamo, perché far diventare la cardiologia di Senigallia una realtà riabilitativa, quando all'interno dell'Area Vasta 2 esiste già la cardiologia riabilitativa di Villa Serena a Jesi?      Senigallia viene penalizzata per far posto alla futura cardiologia/utic del costruendo ospedale che ospiterà l'INRCA ed il presidio di Osimo? Se chiude l'Utic, noi non potremo più gestire in sede l'urgenza cardiologica e perderemo il DEA di primo livello, senza contare che verrebbe penalizzata una realtà che ha operato e tuttora lavora con grande professionalità e con il pieno soddisfacimento da parte della popolazione locale, e non solo. Vogliamo, infatti, ribadire le considerazioni espresse nel nostro precedente comunicato (http://www.senigallianotizie.it/1327434200/sanita-il-problema-e-che-la-giunta-regionale-ha-troppo-potere -  http://www.viveresenigallia.it/2017/07/21/m5s-in-commissione-sanit-lo-smantellamento-dellospedale-senigalliese/646963/ ) che la nostra Area Vasta 2  ricomprende anche la ex Zona Territoriale 4 di Senigallia, che racchiude i comuni di Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de’ Conti e Trecastelli, con un bacino di utenza di quasi OTTANTAMILA abitanti, senza contare tutti gli accessi durante il periodo estivo dovuti alla presenza di turisti e gli accessi durante tutto l’anno da parte degli abitanti dei comuni limitrofi della Valle del Cesano (Marotta, Mondolfo ecc) e dei comuni a sud di Senigallia (Marina di Montemarciano, Chiaravalle, Belvedere Ostrense, ecc). Durante lo svolgimento della commissione consiliare del 24 luglio, sia il presidente della Commissione sanità regionale, Dr. Volpini, che il direttore generale dell’Asur, Dott. Marini, hanno dichiarato che le determine 481/16 e 361/17, contestate dai cittadini, dagli operatori del settore, dal Tribunale del Malato e dalle opposizioni politiche, sono state sospese.  Come M5S vigileremo a tutti i livelli (locale, regionale e nazionale), affinché la sanità pubblica - soprattutto dove funziona bene - non venga ulteriormente saccheggiata. Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli - consigliere comunali M5S Senigallia
Con l’incrementarsi del numero di turisti presenti in città si rileva un aumento anche di presenze di soggetti con pregiudizi penali per lo più per reati contro il patrimonio, come furti in appartamento e furti con destrezza. Per contrastare in modo efficace tale fenomeno, il personale del Commissariato di Polizia  è stato impegnato, soprattutto in orari notturni e anche con personale in borghese, in servizi di prevenzione e repressione di tali tipologia di reati. In tale ambito gli agenti, durante un servizio di perlustrazione, giunti ai parcheggi di via Podesti , notavano strani movimenti nei pressi di un camper. Pertanto, si avvicinavano e notavano che vi era un’autovettura lì parcheggiata con all’interno due donne ed un uomo alla guida. Si procedeva al controllo delle persone e tutte risultavano essere componenti di un nucleo familiare di etnia rom provenienti dal Veneto. Più approfonditi accertamenti facevano emergere che si trattava di soggetti, facenti parte di un gruppo delinquenziale piuttosto numeroso, tutti con importanti e numerosi precedenti per furti in appartamento e truffe a carico di anziani commessi nella zona del centro – nord Italia.  Poiché le persone, anagraficamente in una provincia del Veneto,  non erano in grado di giustificare la presenza a Senigallia , anzi fornivano versioni opposte tra loro , gli agenti provvedevano ad avviare le procedure per l’allontanamento dal comune di Senigallia. Nella nottata di lunedì , poi , nell’ambito dei medesimi servizi di prevenzione dei furti, gli agenti fermavano, lungo la statale adriatica nord, un veicolo con a bordo due donne ed un uomo A.I. di ani 45, rumeno. Quest’ultimo, fin da subito, appariva nervoso e riferiva di dover tornare urgentemente verso Pesaro ove è domiciliato. I poliziotti, dunque , dopo una prima verifica dei documenti, verificato che il soggetto aveva dei precedenti penali, decidevano di effettuare un approfondito controllo ed all’interno di un borsello in uso all’uomo, trovavano un coltello, una striscia metallica cd. “spadino” ed una torcia. Inoltre veniva trovato un documento personale intestato ad una persona italiana che, pochi giorni fa, si era recata in Commissariato, per denunciare di aver subito un furto all’interno della propria auto da cui era stato prelevato un portafogli con vari documenti e denaro contante, tra cuio la tessera rintracciata. Considerato che gli oggetti trovati in possesso dell’uomo sono quelli normalmente utilizzati per forzare le autovetture, alla luce del documento rinvenuto, nonché dei precedenti del soggetto, gli agenti procedevano al sequestro di tutto il materiale ed alla denuncia della persona per i reati di porto di arnesi atti allo scasso,  porto di armi e  ricettazione.