Venerdì, 22 Aprile 2016 08:43

CORINALDO - Tre giorni con la Festa dei Folli

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La "Follia" è a Corinaldo: 23-24-25 aprile, gioia e divertimento vi aspettano, anche in caso di maltempo nelle ampie strutture al coperto.Una Festa di richiamo nazionale, recensita nei più importanti quotidiani d'informazione, portali web turistici d'Italia, non resta che viverla a pieno. I ragazzi del Gruppo Storico "Combusta Revixi" ideatori e organizzatori dell'evento si sono preparati nel migliore dei modi per accogliere i tanti turisti e visitatori che vorranno trascorrere questa maratona festaiola tutta "Made in Corinaldo".   Di seguito il programma completo della Festa, vi invitiamo comunque a visitare il portale dell'evento, con tutte le informazioni dettagliate e sempre in costante aggiornamento www.festadeifolli.it  
La fi losofi a è sempre stata il rifl esso della storia, su cui ha agito dialetticamente, ma anche l’espressione dell’ontologia di una data epoca. È legittimo chiedersi dove oggi stia andando la fi losofi a italiana e quale sia il suo reale valore. Dobbiamo dire con legittima soddisfazione che la fi losofi a italiana è molto tradotta e apprezzata all’estero, interpretata non più nella sola orbita tedesca. Si tratta di una concezione del mondo sempre attuale e vitale, come ha dimostrato Roberto Esposito nel suo bel libro, Pensiero vivente, origine e attualità della fi losofi a italiana, che con rigorosa e ricca documentazione ci sostiene nella nostra disamina. La fi losofi a italiana presenta un forte carattere di originalità, in quanto eterogenea rispetto ai paradigmi della Ragione moderna. La modernità europea si è basata sulla rifl essione introversa della soggettività, sull’analisi della coscienza, sul formalismo linguistico e la decostruzione ermeneutica. Al contrario il pensiero italiano si è subito rivelato estrofl esso, diretto verso “il fuori”. Filosofi a della vita, intesa in senso integrale, caratterizzata dalla biopolitica. Basti pensare al suo rapporto problematico e non privo di tensioni con la politica, alla sua relazione fra il sapere e il potere, la natura e la storia, la tecnica e la forza vitale. Il soggetto si è aperto alla comunità in una tensione sempre viva, a volte soff erta, fra antagonismo e immanenza, Origine e attualità, con al centro non l’individuo, ma il mondo nella sua inesauribile potenza. L’Origine è costituita dal potenziale energetico, dall’energia simbolica, dalla vitalità pre-razionale (istinti, impulsi, bisogni, corporeità). Il non storico è dato da simboli, miti, immagini, bellezza poetica. Poesia e Filosofi a hanno camminato insieme, come due buone sorelle. È sempre bene conoscere il potenziale energetico originario, per meglio controllarlo, altrimenti questo ritorna non come passato (che mai ritorna), ma come orrenda maschera spettrale e distruttiva. È già successo nel ‘900. In un mondo interamente secolarizzato il teologico, rotto il cordone ombelicale con la simbologia, non può tornare in gioco che in forma di brutto fantasma rispetto al suo originario mandato. La nostra vita non si presta né a un’assoluta naturalizzazione, né a un’assoluta storicizzazione. Di qui la necessità del Pensiero vivente inseparabile dalla vita. Il doppio sguardo sull’Origine costituisce il tratto caratterizzante l’intero sistema immunitario italiano, in grado di proteggere la comunità dal potenziale autodistruttivo dell’energia vitale. Una comunità priva di sistema immunitario esplode, con un eccesso di sistema immunitario implode, trovandosi compressa e repressa. In conclusione, il pensiero italiano si presenta sempre contemporaneo, in costante relazione con il nostro tempo, grazie al suo tratto ancorato concretamente al territorio. A diff erenza di quanto avvenuto all’estero, forte è stata l’incidenza di un determinato clima culturale e storico, di un ambiente, di una tonalità sul territorio, prima che sullo Stato-nazione. Non si può parlare di un nazionalismo fi losofi co, ma, partendo dalle specifi cità territoriali, di un continuo contributo all’universalità. In ciò consiste la peculiarità della tradizione fi losofi ca del nostro Paese.
Venerdì, 22 Aprile 2016 08:34

SENIGALLIA - "Resto in famiglia"

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Prende ufficialmente il via il progetto “Resto in famiglia”: una serie di interventi gratuiti volti a facilitare la permanenza degli anziani affetti da Alzheimer presso le loro famiglie. Stamattina è stato presentato a Monterado, presso l’Ufficio Comune - Gestione Associata Funzione Sociale, alle Assistenti Sociali dell’Ambito Sociale Territoriale n. 8. La cooperativa Progetto Solidarietà di Senigallia, insieme alla associazione di volontari “alzheimer senza paura”, CISL-Anteas e CGIL-Auser, Associazioni di volontariato AVULSS e Fondazione Gabbiano, ha pensato diversi interventi coordinati fra loro per dare sostegno ai nuclei familiari che accudiscono un malato di Alzheimer, per consentire al malato stesso di restare serenamente a casa con il supporto di interventi professionali mirati. L’ambiente familiare rappresenta quasi sempre la soluzione di assistenza più adeguata, grazie alla ricchezza di contenuti umani e relazionali; i servizi devono quindi tendere a mantenere la persona nel suo ambiente di vita, supportare la famiglia, offrire soluzioni alternative e assicurare continuità assistenziale. Sono pertanto previsti interventi "polivalenti e integrativi", in grado cioè di offrire supporti alla famiglia di tipo diretto (consulenze, formazione e informazioni su: azioni di cura e assistenza del malato, gruppi di sostegno e mutuo aiuto; interventi da parte di Operatori Socio Assistenziali Domiciliari, Educatori, Fisioterapisti; partecipazione agli Incontri al Caffè, ad Anziani Attivi; ai corsi di formazione e alle proposte culturali…) e indiretto (come trovare un collaboratore familiare formato e affidabile; a chi rivolgersi per il disbrigo delle pratiche per l’assunzione o la dotazione di ausili; come intercettare servizi o opportunità presenti sul territorio; potersi spostare con il malato con un aiuto per il trasporto; poter partecipare a momenti formativi e/o culturali e/o ricreativi con il proprio caro...). Sul territorio del Comune di Senigallia sono attivi i servizi sanitari in capo alla Asur AV2: l'Unità Valutativa Alzheimer, l'Ambulatorio Demenze del Servizio Neurologia e l'Assistenza Domiciliare Integrata; "Il Granaio" Centro Diurno per malati di Alzheimer (cogestito da Asur - Comune di Senigallia e Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia); un Caffé Alzheimer, gestito dalla cooperativa Progetto Solidarietà. Fino ad oggi tali servizi si sono integrati tra loro in modo estremamente virtuoso ma è prioritario rendere la permanenza in casa del malato una reale possibilità, evitando il ricorso all'affidamento ai servizi residenziali e di lungodegenza, non ancora efficacemente presenti sul territorio. Questa proposta – che grazie al contributo della Fondazione Cariverona si è resa possibile – rappresenta una modalità di intervento estremamente importante ma purtroppo limitata nello spazio al solo Comune di Senigallia e circoscritta nel tempo (fino a maggio 2017). Un modello di intervento che andrebbe moltiplicato e diffuso nel territorio, un servizio sussidiario ma continuativo. Per informazioni: da lunedì a venerdì: dalle ore 16,00 alle 18,00 tel. 335 120 91 87 Giovedì: dalle ore 10,00 alle 12,00 tel. 071 792 77 47
La prima assemblea del 2016 per La Città Futura si terrà venerdì 22 aprile, alle ore 18:30, presso il Circolo Arci di Scapezzano di Senigallia. La riunione, aperta ad iscritti e simpatizzanti, sarà l'occasione per ragionare su quanto fatto fino ad oggi: in Giunta, in Consiglio Comunale, nelle piazze e sul web, con le iniziative organizzate e nei gruppi di lavoro in cui siamo strutturati.E sarà un momento per fare progettazione politica collettiva, scrivere il nuovo Statuto (a proposito, questa è l'ultima bozza) ed eleggere i nuovi organi sociali.Se, come speriamo, ti fermerai a cena (il prezzo sarà di 15€) dacci conferma via email (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) oppure al numero 347-1092680
Come è consuetudine, il 29 Aprile, si festeggia a Castelleone di Suasa, il Santo Patrono: S. Pietro martire da Verona, con il seguente programma: Alle ore 8,30  S. Messa presso la chiesetta dedicata al Santo, in Via Vaseria. Nel pomeriggio, alle ore 17,00, S. Messa solenne, in Parrocchia, presieduta dal Vescovo Franco Manenti, con la partecipazione della locale Confraternita del SS. Sacramento, delle Confraternite dei Paesi limitrofi e del Gonfalone Comunale. L’Amministrazione Comunale, come tradizione, consegnerà, l’olio per la lampada votiva, permanentemente accesa, davanti alla statua del Santo. A seguire, la processione animata dalla Banda Cittadina. Alle ore 20,00, si svolgerà la Cena sociale presso il Ristorante "Bellucci Teo". San Pietro martire da Verona era un frate domenicano, un inquisitore, che fu ucciso a Seveso in Brianza da parte di un eretico lombardo che gli tese un’agguato, lo colpì dietro il collo e incerto che quella ferita potesse rivelarsi mortale, si accanì brutalmente sulla testa. Ecco perché San Pietro martire da Verona viene rappresentato con un coltello conficcato nel cranio. dal Comune di Castelleone di Suasa 
Il Comune di Barbara, la Pro-Loco e la Confraternita Santa Barbara presentano sabato 23 aprile la Filodrammatica di Barbara nella commedia “La patente”, presso il cinema-teatro Odeon alle ore 21:00. La rappresentazione teatrale prende spunto dall’opera in atto unico di Luigi Pirandello, e alla quale seguirà la “rapsodia poetica” con l’interpretazione di vari testi d’autore. Una serata che si preannuncia coinvolgente ed entusiasmante, grazie al lavoro reso possibile dalla collaborazione di tutti gli organizzatori e i volontari coinvolti, che hanno saputo ancora una volta mettere in rete le proprie doti artistiche e aggregative. Appuntamento dunque a sabato 23 aprile alle ore 21:00, al cinema-teatro Odeon, ingresso unico a 5,00 euro.   
Si è svolto a Senigallia l’incontro tra i soggetti che hanno partecipato al progetto PO.LI.S., attraverso cui, negli anni scorsi, è nato lo sportello di servizi per le donne del Comune di Pikine Est, alla periferia di Dakar (Senegal), volto a costruire condizioni più favorevoli in termini di pari opportunità, diritto e accesso al lavoro, supporto e integrazione sociale.Presenti il vicesindaco Maurizio Memè, l’assessore alle Pari opportunità Ilaria Ramazzotti, il presidente della Consulta dell’Immigrazione di Senigallia Mohamed Malih, il sindaco di Pikine est, Issakha K. A. Diop,  il presidente della rete di associazioni Cipsi Guido Barbera, il dirigente alla Cooperazione e allo Sviluppo della Regione Marche Luigino Peloni, e Francesco Buoncompagni, del Servizio Associato Politiche Europee e referente relazioni internazionali del Comune di Ancona.La riunione è servita per avviare la discussione su come dare corso allo sviluppo di ulteriori attività che potrebbero coinvolgere le comunità di senegalesi e marchigiane, attraverso i fondi europei destinati alla cooperazione internazionale per interventi relativi ai servizi essenziali.
Caso di presenza di amianto sconvolgente a Cesanella di Senigallia. In tanti anni di battaglie e segnalazioni per la lotta all’amianto in abitazioni private, una situazione del genere non mi era mai capitata. A seguito di una delle innumerevoli chiamate che giungono quotidianamente da parte di cittadini sempre più preoccupati dalla presenza di amianto, ho visitato i locali di un’abitazione privata, ubicata in via Perugino 27c nel quartiere Cesanella di Senigallia. Il contesto che si è presentato ai miei occhi è stata a dir poco impressionante. La casa è praticamente invasa da lastre di amianto vetuste e pericolose, addirittura con fibre di amianto evidenti libere, di lastre in cemento amianto rotte attaccate alla finestra dove dorme un bambino. Una circostanza da terzo mondo, dove il piccolo è forzatamente costretto a tenere le finestre della camera costantemente chiuse per evitare conseguenze peggiori dei gravissimi rischi che sta costantemente vivendo. Anche dal bagno, sono attaccate alla finestra lastre in cemento-amianto vetuste e che sarebbero stati da bonificare chissà da quanto tempo. Tutto ciò, a causa di un capannone che circonda in parte l'abitazione. Da informazioni ricevute, il proprietario ha effettuato una bonifica regolare, ma nello stesso capannone, attaccato a quello bonificato, si trova il prolungamento di un’altra simile struttura, attaccata allo stesso tetto con lastre pericolose. Ma definire queste lastre pericolose è riduttivo, in quanto rilasciano fibre libere. Provvisoriamente, sono stati posizionati alcuni mattoni per coprire tale lastre con fibre sporgenti, ma non può certamente trattarsi di una soluzione. La proprietaria dell’abitazione di via Perugino, vittima di questo paradossale frangente, aveva già denunciato il caso all'ASUR di Senigallia. A riguardo, si era interessato della pratica il perito Sirio Rossetti (attualmente in pensione) ed era stata inoltrata un’apposita segnalazione al Comune di Senigallia affinché venisse emessa l'ordinanza di rimozione. Ma il sindaco ha ritirato l’ordinanza in quanto non si trovava il proprietario. Fatto tra l’altro da approfondire, perché con una visura catastale potrebbe essere possibile identificare il proprietario. In ogni caso, attualmente la documentazione e la pratica relativa “giace” al tribunale fallimentare e, come spesso succede in Italia in questi casi, sono trascorsi  mesi e mesi e la situazione si trova in una fase di stallo. Purtroppo in casi come questo, gli “scaricabarile” non solo sono inutili, ma non aiutano a risolvere una questione che oserei definire urgentissima ed ALTAMENTE PERICOLOSA PER GLI ABITANTI della zona. Invito pertanto con estrema fretta il direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica della ZT4 dott. Giovanni Fiorenzuolo ad intervenire e verificare questa incredibile disavventura che, suo malgrado, vede protagonista indifesa una famiglia, colpevole solamente di abitare in quel luogo. Nell’occasione, l’ALA informa della circostanza anche l’Amministrazione comunale di Senigallia, il Comando carabinieri N.O.E. ed uno studio legale, affinchè ognuno, per le proprie competenze, possa accelerare la risoluzione del caso.  Invio per conoscenza questa documentazione anche agli organi di stampa affinché l’opinione pubblica possa essere sensibilizzata e, assieme al sottoscritto, collabori per evitare che si verifichino altre lungaggini. Purtroppo e, allo stesso tempo, fortunatamente, solo grazie alla diffusione di notizie del genere, gli interventi di dovere (vedi recente bonifica dei capannoni dell’ex Alfa Romeo in piazzale Cairoli a Senigallia) si riescono ad ottenere risultati concreti.  Per tutte queste ragioni, il sottoscritto CHIEDE un sopralluogo in tempi rapidi per constatare la gravità della presenza di amianto e, altrettanto velocemente, di provvedere alla rimozione attraverso una bonifica a norma di legge. In attesa di un cenno di riscontro porgo distinti saluti. Carlo Montanari
Venerdì 22 aprile 2016 ore 21.00, auditorium ‘San Rocco’ Senigallia. I giovani del Msac - Movimento Studenti di Azione cattolica di Senigallia - hanno organizzato per venerdì 22 aprile 2016, ore 21.00, all’auditorium ‘San Rocco’ di Senigallia l’incontro con l’autore Farhad Bitani. Ex-capitano dell’esercito afghano, Farhad è nato e cresciuto immerso nella guerra, prima da vincitore, poi da perseguitato, infine da militare. Nel 2011 ha lasciato le armi e deciso di spendere la propria vita per costruire la pace. «Sono tante, forse troppe, le cose che ho visto nei miei primi ventisette anni di vita. Adesso le racconto. Lascio le armi per impugnare la penna. Traccio i fatti senza addolcirli, senza velarli. Dopo aver vissuto l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza nell’ipocrisia, ho un tremendo bisogno di verità». Inizia così il libro di Farhad Bitani, L’ultimo lenzuolo bianco. L’inferno e il cuore dell’Afghanistan (editore Guaraldi) che verrà presentato in questa serata senigalliese. Classe 1986, ex capitano dell’esercito afghano, Farhad è nato e cresciuto immerso nella violenza. Durante la sua infanzia ha vissuto la guerra da vincitore, perché suo padre era uno dei generali mujaheddin che hanno sconfitto il potere sovietico; più tardi l’ha vissuta da perseguitato, perché suo padre era nemico dei talebani, che in Afghanistan avevano preso il potere. In seguito l’ha vissuta da militare, combattendo egli stesso contro i talebani. L’incontro è aperto alla cittadinanza.