Senigallia

Senigallia (1388)

Le notizie dal tuo comune

Ci sono domande che trovano risposta e altre che restano sospese. Perché la mimosa e non un altro fiore? Perché l’Otto Marzo e non un’altra data per ricordare le donne? Quando si sono avute le prime elettrici e le prime votanti della storia italiana? Quando e come le donne si sono avvicinate alla “stanza dei bottoni”? Quali interventi normativi hanno proiettato la donna nel mondo del lavoro, tutelandola dal maschilismo e dal tradizionalismo per secoli trionfante? I passi che hanno mutato la storia delle donne sono tanti, ma dodici si segnalano su tutti. Oggi pomeriggio alle ore 17.00, presso la Sala del Trono di Palazzo del Duca, viene presentato il volume sulle donne che tanto sta facendo parlare di sé in questi giorni (“Dodici passi nella storia. Le tappe dell’emancipazione femminile”, Ed. Marsilio, Venezia 2016, pp. 256). Dopo i saluti di Ilaria Ramazzotti, Assessora alle Pari Opportunità del comune miseno - che ha coordinato le manifestazioni dedicate a Senigallia alle donne -, saranno i curatori, gli storici Lidia Pupilli e Marco Severini (Università di Macerata) a raccontare come è nato un libro che risponde alle suddette domande (e a molte altre), focalizzando i diversi aspetti che hanno cambiato nell’età contemporanea il ruolo e la figura della donna. Si tratta di un testo prezioso e documentato, scritto in maniera agile e frutto di um’articolata ricerca storica promossa dall’Associazione di Storia Contemporanea alla quale hanno preso parte, sotto la direzione dei due curatori, altri dieci studiosi che lavorano in Italia e negli Stati Uniti: otto donne e due uomini; almeno questa volta, un significativo ribaltamento dei consueti rapporti di forza. da Associazione di Storia Contemporanea
Che il territorio italiano sia particolarmente fragile è testimoniato dal fatto che il 68% circa delle frane in Europa avvengono nel nostro paese. Siamo una ‘frana totale’ nella prevenzione. In compenso siamo degli assi negli interventi in emergenza ex-post. Abbiamo sviluppato la migliore protezione civile del mondo e tutti imparano da noi. Ma tutto questo non è particolarmente efficiente perché, come numerosi studi scientifici dimostrano, spendiamo somme spropositare per riparare i danni post-evento, che si sarebbero potute evitare ove si fossero spese somme di gran lunga inferiori in prevenzione (anche di 10 o 15 volte). Lo dice anche la saggezza popolare: ‘prevenire è meglio che curare’. Ma la politica non ci sente da questo orecchio. I soldi spesi in interventi eseguiti in sperduti anfratti, in letti di torrenti, in versanti di colline, non si vedono e quindi non portano voti. I soldi spesi in emergenza post catastrofe, per riparazione di drammatici danni e risarcimenti a danneggiati, invece hanno un grande impatto mediatico e quindi portano voti. Come analisi sarà cinica, e forse anche un po’ grossolana, ma se fate due più due, vi accorgerete che non siamo troppo lontani dalla realtà, guardate il risultato delle ultime elezioni cittadine per le promesse fatte. E’ il dissesto ideologico, la maggiore causa del dissesto idrogeologico. La maggior parte dei disastri, sono disastri annunciati. E spesso si ripetono nelle stesse aree geografiche. Ci sono in Italia zone, come quelle della Liguria e della Campania meridionale, ove periodicamente si contano i morti. Ciò non è casuale. Provate a prendere una cartina del mediterraneo. Tracciate delle linee che vanno dallo stretto di Gibilterra all’Italia. Le linee di mare più lunghe, senza che siano interrotte da isole o coste, sono quelle che puntano a nord in Liguria ed a sud sulla Campania meridionale. Queste linee vengono chiamate dagli ingegneri con il termine ‘fetch’. Non sono altro che corridoi sul mare aperto dove più a lungo possono svilupparsi venti senza che siano interrotti da qualche ostacolo e possono quindi caricare l’aria di grandi quantità di umidità presa dal mare e generare le più potenti perturbazioni atmosferiche, con la forza di veri e propri uragani, che sono la causa delle più grandi alluvioni. Ed ecco che periodicamente si verificano eventi importanti nelle zona di Genova e della penisola Sorrentina e relativo entroterra (disastri di Sarno, Quindici, Castellammare di Stabia, ecc.). La situazione a Genova comparata con Senigallia. Il 10 ottobre 2014 sono piovuti oltre 500 mm di pioggia su Genova ed il 4 novembre del 2011, sempre a Genova ne caddero quasi 500 mm in 5 ore, a Senigallia il 3 maggio 2014 ne sono caduti solo 72 mm in 6 ore. Esondano i fiumi ed i torrenti a Genova e sono sempre gli stessi: Bisagno, Fereggiano, Sturla e Scrivia. Si è parlato, in entrambe le città, di evento mai accaduto prima. Ma non è così. Il 4 ottobre del 2010, la quantità di pioggia era stata praticamente la stessa e a Senigallia fu così nelle alluvioni del 1976 e 1940. Alluvioni più gravi ci sono state in precedenza a Genova nel ‘93, nel ‘92 e nel ‘70 (quando i mm di pioggia furono addirittura più di 900) e a Senigallia nel 1855 e 1897. I danni ed i lutti a seguito di alluvioni non sono però sempre gli stessi. Molto dipende da quello che fa e da quello che non fa l’uomo. Enormi straripamenti di fiumi nel passato più o meno recente non hanno provocato gli stessi danni e lo stesso numero di perdite di vite umane degli ultimi tempi. Semplicemente perché le aree interessate dalle esondazioni non avevano insediamenti abitativi. Negli ultimi decenni le urbanizzazioni sono state, in alcuni casi, davvero dissennate. I cosiddetti ‘pianificatori’ urbanistici dalla licenza edilizia facile hanno dimostrato di avere la memoria sempre cortissima. Hanno consentito di costruire in aree dove si sapeva benissimo che prima o poi sarebbero arrivate le acque straripate. Pochi sanno, ad esempio, che una alluvione del fiume Arno, farebbe oggi molti più danni di quella famosissima del 1966, che è stata immortalata dai TG di tutto il mondo, perché sulle sponde del fiume, subito dopo l’evento disastroso, si è costruito moltissimo. In pratica ci fu una vera e propria corsa alla licenza edilizia da parte di tutti gli enti territoriali competenti prima dei divieti di edificazione attuati grazie alla la benemerita Commissione De Marchi (dal nome del grande ingegnere idraulico che la guidava). Non tutto deve andare male: quando si previene, i disastri non avvengono. La scelleratezza urbanistica permette di costruire dove i tecnici competenti sconsigliano di costruire, trattandosi di zone a rischio di alluvione o di frana o di dissesto. Questo comportamento denota una evidente stoltezza; non sarà il caso di smettere di maltrattare così il territorio? I programmi di tutte le forze politiche, nessuna esclusa, contengono parole altisonanti ed impegni solenni di lotta al dissesto idrogeologico. Ma, dopo le elezioni, i buoni propositi restano solo chiacchiere e anche quest’anno 2016 il nostro Consiglio comunale ha approvato degli emendamenti, all’ultima variante al PRG, che consentono di realizzare garage addirittura interrati a ridosso del fiume e di un’area R4 all’interno del progetto ‘Orti del Vescovo’. L’eccessivo consumo di territorio, con disboscamenti, cementificazioni ed impermeabilizzazioni del terreno (piazza Garibaldi totalmente cementificata e disboscata ne è esempio lampante) è da evitare assolutamente. Come lista civica riteniamo prioritarie queste riflessioni. Occorre da una parte vietare ulteriori consumi di territorio, permettendo nuove costruzioni solo nella zone già urbanizzate, densificando e riqualificando l’edilizia di scarsa qualità del dopoguerra, Imporre il cosiddetto criterio della ‘invarianza idraulica’. (Se, cioè, un determinato territorio, prima di realizzare un intervento di trasformazione, produce una certa quantità di acqua in occasione di determinate precipitazioni meteoriche, dopo la trasformazione deve mantenere costante questa quantità di acqua prodotta. Questo significa che, se si impermeabilizzano porzioni più o meno vaste di tale territorio, riducendo quindi le naturali capacità di ritenzione idrica del terreno originario, è necessario ed obbligatorio realizzare opere di cattura ed immagazzinamento delle acque di pioggia intensa, per poi restituirle alla natura solo successivamente allo scroscio di pioggia, in modo tale da evitare ogni danno da alluvione. Occorre quindi realizzare quello che gli ingegneri idraulici definiscono la ‘laminazione delle piene’.) Occorre attivare le opere di manutenzione idraulica: la gran parte dei disastri sono causati dall’incuria, dalla ridotta capacità di portata del reticolo idrografico a causa di ostruzioni, interramenti, abbandoni di rifiuti ingombranti, crollo di alberi ed arbusti, ecc. Le operazioni di manutenzione idraulica andrebbero effettuate con regolarità, e consentirebbero, a conti fatti, di spendere meno e meglio, e, soprattutto, di evitare di piangere vite umane perdute; Occorre realizzare opere idrauliche di accumulo e regolazione. L’acqua è elemento fondamentale di vita ma può causare danni e morti sia quando ce n’è troppo poca, sia quando ce n’è troppa. Occorre quindi usare la saggezza del buon padre di famiglia, che mette da parte le risorse nei tempi grassi per i tempi delle vacche magre. Quindi ci vogliono le vituperate dighe che immagazzinano le acque quando scorrono impetuose e possono causare danni e vittime, per poterle restituire quando piove poco e ce n’è più bisogno, ad esempio per irrigare i campi d’estate. (Basta studiare un po' di storia, anche recente, per apprendere, ad esempio, che la città di Roma andava regolarmente sott’acqua tutti gli anni fino a pochi decenni orsono. Tanto è vero che le autorità papaline avevano organizzato un capillare servizio di barchini che percorrevano le strade romane allagate per distribuire pane agli abitanti costretti a casa dalle alluvioni, i quali lo ritiravano dalle finestre. Tutto questo è diventato solo un ricordo storico, grazie agli imponenti interventi idraulici dei cosiddetti ‘muraglioni’ ma anche grazie alle grandi dighe realizzate su alto e medio corso del Tevere, che consentono di ‘laminare’ le piene del fiume stesso.) Le stesse dighe produrrebbero energia elettrica gratuita e senza emettere CO2. Riteniamo prioritarie opere di presidio contro erosioni, frane e dissesti idrogeologici. Gli specialisti della materia conoscono perfettamente quali sono i versanti in frana, quali sono gli alvei dei corsi d’acqua in erosione, quali sono le aree a rischio di dissesto idrogeologico e sono perfettamente in grado di progettare gli interventi atti a scongiurare le catastrofi. L’investimento più produttivo che possiamo fare è quello della salvaguardia del capitale umano e del nostro territorio. Diamo quindi fiducia solo ai (pochi) decisori politici che lo hanno capito. Ma a Senigallia ci sono? Nell’immagine, in giallo, i lavori per mettere in sicurezza il tratto finale cittadino. Lista Civica Senigallia Bene Comune
Venerdì, 11 Marzo 2016 10:35

SENIGALLIA - Vogliamo la moviola in consiglio

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Grazie Sindaco, la Sua arrabbiatura ci gratifica assai perché dimostra che abbiamo colto nel segno e per noi è come aver ricevuto una medaglia al merito. Rimandiamo al mittente ogni Sua generica accusa (soprattutto in merito ad “amenità” od a “confusi sproloqui” che ben s’addicevano, invece, a chi in Consiglio si è anche qualificato come Assessore dell’aMMore), perché di nulla in particolare Lei ci ha potuto accusare, se non di aver indirettamente leso la Sua Maestà. E non abbiamo alcun dubbio che i cittadini sapranno giudicare le cose per come stanno. Per questo, dopo che la registrazione dell’ultimo Consiglio sarà messa in rete (la moviola, come insegna Biscardi, consente di evidenziare con precisione gli errori e chi li ha commessi), li inviteremo ad ascoltare, se già non l’avessero fatto in diretta, e a giudicare se quello dell’Assessore Campanile non sia stato un vero e proprio sproloquio. L’Assessore, per difendersi, è addirittura dovuto ricorrere a Lei che, come d’abitudine, non lascia spazio a nessuno di quelli che Le stanno accanto, non li lascia nemmeno respirare da soli, perché teme che possano rispondere impulsivamente e, inevitabilmente, tradiscano il Suo proposito, ormai chiaro, di non entrare mai nel merito delle questioni concrete che sempre solleviamo. Infatti tutti possono verificare, ancora una volta, che il Sindaco di Senigallia ha pubblicato un lungo articolo in cui non ha dato una risposta, che sia una, alle ben precise contestazioni che avevamo rivolto alla sua gestione della cosa pubblica. Quella gestione che Lei spesso contrappone a quelle di città come Parma e Livorno, ora guidate da portavoce dal Movimento 5 Stelle (ma ben guardandosi dal dire perché i parmensi ed i livornesi li abbiano preferiti ai precedenti amministratori, tralasciando altresì la sorte poco edificante di molti di essi). Se non vuole rispondere a noi, allora, faccia un altro articolo rivolto esclusivamente ai Suoi elettori. Altrimenti, ci vuole forse far intendere che essi conoscano i motivi per i quali i lavori di realizzazione dei 37 alloggi di edilizia residenziale sociale non siano ancora iniziati? Oppure, quante proroghe siano state gentilmente concesse dalla Regione Marche per mantenere il finanziamento, o perché si debba realizzare per forza un enorme piano interrato a ridosso dell’argine murato del fiume Misa? Oppure, ancora, perché si siano dovuti modificare in maniera sostanziale i connotati della Variante al Piano Regolatore Generale, in barba alla sbandierata sicurezza, servendosi anche dell’Ufficio Programmazione Urbanistica comunale per la presentazione di un’osservazione di natura esclusivamente politica? Ci vuol forse far intendere che i cittadini senigalliesi valutino come amenità la nostra “petulante” pretesa di sapere perché le cubature permesse nell’isolato Orti del Vescovo siano aumentate in modo incredibile e perché si sia dovuto chiamare in soccorso l’Erap Marche? Non dubiti, chiederemo direttamente a tale Ente, visto che Lei non ci vuol rispondere, in quali altri ambiti territoriali regionali esso abbia agito allo stesso modo, soprattutto decidendo di investire risorse economiche, attribuitegli istituzionalmente per realizzare alloggi per chi si trova in difficoltà economiche, nella realizzazione di uffici e negozi. Impertinenti come siamo, avevamo scritto che ci sarebbe piaciuto sapere: perché ha avuto così tanta fretta ad affidare l’appalto per sistemare la Piazza Garibaldi senza pubblicare il bando (anche se questo modo di agire è diventato ormai un’abitudine)? perché non ha mantenuto la promessa di lasciare i parcheggi in Piazza Garibaldi? crede veramente che all’appalto per la realizzazione degli alloggi del PIPERRU parteciperanno ditte estere, che avranno come compenso 11 appartamenti in permuta? è proprio vero che gli alloggi di Edilizia residenziale sociale da realizzare, e che saranno affittati  ad un canone agevolato per i primi 25 anni a partire dalla loro ultimazione, rimarranno di proprietà dei privati? Lei decide di scrivere un intero articolo, lo divulga addirittura tramite il sito istituzionale Facebook del Comune, come fosse un’informazione rilasciata dall’Ente (anche se così non è), solo per catechizzarci perché a nulla risponde. Ci vuole “istruire” sulla storia di Senigallia schernendoci perché non apprezziamo la scelta di spendere tutti quei soldi su degli stemmi papali, eppure quella stessa storia, che Lei ama tanto raccontare, la mette a tacere rinterrando i reperti archeologici rinvenuti nel corso dei lavori della Piazza Garibaldi. Non ci rivela nemmeno di quali autorevoli esperti si sia servito nel decidere di preferire la soluzione elaborata dai tecnici del Comune piuttosto che i progetti redatti (e lautamente pagati dal Comune, aggiungiamo) dal Prof. Cervellati e dal Prof. Arch. Mariano. Non dice se (approvando le nostre proposte di modifica dello Statuto) le petizioni sarebbero potute andare direttamente in Consiglio Comunale, e neppure se era credibile la nostra affermazione che, per non aver raggiunto nel 2011 l’obbligo di legge del 65% di raccolta differenziata a causa delle Sue “scelte lungimiranti e a più ampio respiro” (come ama spesso definirle), abbia causato il pagamento da lì al 2014 della famosa ecotassa (fino a 100.000 euro per ogni anno). Ci è sfuggito qualcosa? Oppure è stata la Sua, anziché la nostra, una sterile prolusione che può esser soltanto definita come “aria fritta”? RICCARDO MANDOLINI MARCO BOZZI Consiglieri comunali MoVimento 5 Stelle
Ha tagliato finalmente il nastro di partenza il composito ed articolato progetto “Europe in Love” ideato nell’ambito dell’“Erasmus Plus”. Il Liceo “Perticari” si apre all’Europa e alle relazioni tra i popoli, nella fattispecie tra studenti di sei paesi europei. Sotto la guida attenta e sapiente delle docenti Silvia Gervasi e Patrizia Confalonieri, che sin dall’inizio ne hanno seguito la genesi e gli sviluppi, il progetto vede coinvolte sei scuole di altrettante nazioni europee in un rapporto di mutuo scambio e fattiva collaborazione: dalla Spagna (Paese capofila del progetto) all’Italia, dalla Germania alla Finlandia, dalla Slovacchiaall’Irlanda del Nord. In questi giorni fino a venerdì 11 marzo (ultimo gruppo di studenti giunto a Senigallia nella mattinata del 7 marzo gli Slovacchi), gli allievi delle varie nazionalità europee sono accolti dagli studenti senigalliesi del Liceo “Perticari” e dalle loro famiglie, mentre i loro insegnanti alloggiano in strutture alberghiere cittadine. In particolare, la classe coinvolta nell’ambizioso progetto è la 4D del corso Economico-Sociale del Liceo “Perticari”. Durante la loro permanenza a Senigallia – il progetto è già in corso d’opera – le scolaresche saranno impegnate nella ideazione e realizzazione in sinergia di varie attività. Si parte dalla composizione di un testo, ad opera dei ragazzi delle sei nazioni, da trasporre in musica, affidata invece ad un docente di musica finlandese. Saranno anche messe in campo le competenze creative ed orchestiche degli studenti senigalliesi che, abilmente diretti dalla comprovata perizia tecnica e creativa dell’ex alunno Davide Albonetti (già vincitore delle Olimpiadi della Danza in qualità di coreografo), si stanno attualmente cimentando in un balletto incentrato sull’Eros. dal punto di vista strettamente didattico, ragazzi e docenti stanno inoltre realizzando sullo stesso tema circa dieci unità didattiche per ogni nazione: ognuna di queste unità persegue il fine di sviluppare competenze digitali sia nella loro formulazione che nella fruizione da parte degli utenti. Da ultimo, la realizzazione di uno slogan o di un logo insieme alla scelta di una mascotte per il progetto: la scelta finale ricadrà poi sullo slogan e sulla mascotte che, una volta presentati, avranno raccolto maggior gradimento. A rendere ancor più proficua la permanenza a Senigallia sono previste visite di istruzione nel territorio (Urbino, Corinaldo, Mondavio, il tessuto urbano della stessa Senigallia) e iniziative didattico-educative di vario genere. Tutte le attività previste nel percorso progettuale sono ovviamente condotte in lingua inglese. Qualunque scambio culturale degno di questo nome presuppone un movimento da e un movimento verso, nella comune ricerca di un profondo arricchimento reciproco. In quest’ottica di collaborazione e di incontro, da aprile 2016 fino al 2017 saranno i nostri studenti, totalmente spesati dall’“Erasmus Plus”, a visitare gli altri Paesi partners del progetto. Prossimi alla partenza, i ragazzi del “Perticari” visiteranno Valencia in Spagna nel mese di aprile. Il progetto, che in questi giorni sta prendendo corpo e forma, si inserisce appieno nella scuola delle competenze. Quelle competenze che servono, da cui oggi non si può più prescindere. La scuola della relazione, la scuola dello scambio culturale, la scuola delle intelligenze multiple, la scuola della comunicazione non soltanto attraverso la lingua internazionale d’uso (l’inglese), ma anche attraverso altri linguaggi quali la musica, la composizione di testi, la danza, la didattica partecipativa. Quella scuola insomma che, abbattendo confini e barriere culturali, si apre all’Europa e alle molteplici opportunità dell’Europa. IL DIRIGENTE SCOLASTICO Alfio Albani
I Carabinieri della Compagnia di Senigallia hanno arrestato un 23enne romeno, residente ad Ancona per favoreggiamento della prostituzione continuato. I militari della Stazione di Marzocca hanno accertato che il giovane da qualche giorno con la sua autovettura, una Volkswagen Passat, provvedeva a prelevare una giovane albanese di 21 anni, dalla propria abitazione sita ad Ancona e ad accompagnarla a Senigallia per farle esercitare il meretricio sulla pubblica via nella zona del Ciarnin. La notte scorsa, i Carabinieri, appostati, hanno sorpreso il giovane che con la stessa Volkswagen Passat era andato a prelevare la giovane dalla sua abitazione ad Ancona. Poi la Passat ha imboccato la Statale in direzione nord verso Senigallia. Al termine del pedinamento il 23enne è stato bloccato ancora alla guida dell’auto sulla strada statale 16 dopo che aveva fatto scendere la ragazza sul luogo della prostituzione nel tratto urbano di via Galileo Galilei. Il giovane albanese era stato controllato qualche giorno fa al Ciarnin con un connazionale mentre si trovavano a bordo di una Fiat Bravo. La pattuglia della Stazione di Marzocca era intervenuta in quanto era stata segnalata una lite in strada tra i predetti e altre due ragazze straniere che stavano esercitando il meretricio. I militari accertavano che non si era trattato di una lite. I due giovani invero avevano tentato di mandare via le due meretrici in modo da favorire la loro donna. Espletate le formalità di rito l’indagato è stato condotto presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari i attesa dell’udienza di convalida. Questa mattina il Tribunale di Ancona ha convalidato l’arresto ed ha applicato al 23enne romeno la misura cautelare dell’obbligo di dimora in Ancona.
La Protezione civile regionale ha diramato un avviso di condizioni meteo avverse valido per tutte le Marche dalle ore 00 alle ore 24  dell'11 marzo.Le piogge saranno diffuse anche a carattere di rovescio su tutto il territorio, più insistenti nel settore centro meridionale della regione. Le medie areali saranno tra deboli e moderate con picchi attorno ai 40/50mm sul settore meridionale e attorno ai 30mm su quello settentrionaleLa situazione è costantemente monitorata. Si invitano i cittadini a prestare la massima attenzione. Per eventuali aggiornamenti i cittadini sono invitati a informarsi e a seguire il sito internet del Comune di Senigallia www.comune.senigallia.an.it;  la pagina facebook e il profilo twitter dell’Ente; gli organi di informazione, in particolare, i portali locali www.viveresenigallia.it,www.senigallianotizie.it,www.radiovelluto.it e le frequenze delle radio locali Radio Velluto (99.6) Radio Arancia (92.6 o 103.8) 
Fin dai primi giorni dopo il drammatico evento alluvionale che ha colpito la nostra città il 3 maggio 2014, ho lavorato perché si adottassero misure concrete per facilitare una rapida risposta alle diverse esigenze, a partire dall'impegno profuso perché fosse dichiarato lo stato di emergenza. Abbiamo così ottenuto, in sinergia con il Sindaco Maurizio Mangialardi e con la Regione,  i primi contributi stanziati per far fronte alle necessità immediate e abbiamo poi lavorato perché il Governo destinasse risorse per rispondere adeguatamente alle conseguenze di lungo periodo che famiglie ed imprese si trovano ad affrontare, la cosiddetta fase 2 delle emergenze. Grazie a questo coordinato ed assiduo lavoro di squadra, e con il coinvolgimento dell'ANCI regionale e nazionale e di numerosi colleghi delle regioni colpite da analoghe emergenze alluvionali, abbiamo ottenuto un significativo impegno in termini di risorse stanziate con l'approvazione della Legge di Stabilità 2016. Sono stati infatti identificati 1.5 miliardi di euro per sostenere le famiglie e le imprese che affrontano e hanno affrontato i danni causati delle alluvioni, contributi che dovranno essere versati entro la fine del 2016, sulla base delle ricognizioni dei fabbisogni già eseguite e direttamente sui conti correnti dei soggetti coinvolti. Stiamo continuando quindi a lavorare perché il Ministero dell'Economia e delle Finanze definisca rapidamente il programma di erogazione di questi  finanziamenti per la fase 2, dando immediato seguito a quanto previsto dalle norme approvate lo scorso dicembre ai commi 422-428 della Legge di Stabilità. Ribadisco il mio impegno, condiviso con il Sindaco di Senigallia, a continuare a promuovere e coordinare il lavoro di vigilanza perché il MEF concluda le necessarie procedure per l'attuazione e si possa finalmente rispondere, in modo concreto, alle aspettative di quanti continuano a subire le conseguenze di quei drammatici eventi. Sarebbe certamente auspicabile che il nostro impegno potesse avvalersi di un lavoro sinergico e trasversale, basato sul contributo di tutte le componenti di maggioranza e opposizione che siedono in Consiglio Comunale. Sen. Silvana Amati
Ogni giorno arrivano proteste e denunce sulla presenza di amianto a Senigallia.  Per l’ennesima volta, l’ALA è costretta a segnalare un nuovo grave rischio per la salute dei cittadini, come si evidenzia dalle fotografie. A riguardo, sono stato contattato dal signor Sergio Ventura, residente in via Castelfidardo 7 a Senigallia. Nei pressi della sua abitazione, sono presenti alcuni tetti in amianto cemento vetusti e da bonificare. In poche parole l’abitazione di Ventura è circondata da amianto vecchio e, per garantire sicurezza, da togliere. Le foto parlano da sole ed evidenziano l’ennesima situazione preoccupante. In particolare, le fotografie aeree fornitemi da Sergio Ventura, danno il senso della situazione. Sembra di trovarsi in una zona abbandonata di chissà quale Paese, ma in realtà siamo a due passi dal centro storico di Senigallia dove la presenza di amianto, da oltre 40 anni, lascia tracce un po’ ovunque. L’ALA effettua l’ennesima segnalazione agli organi competenti affinché intervengano in tempi rapidi, ma la domanda che il sottoscritto si pone è sempre la stessa: se l’ALA non esistesse, qualcuno penserebbe a fare qualcosa di concreto per la salute dei cittadini nella lotta contro l’amianto killer ? Quell’amianto che, solo nella città di Senigallia, ha ucciso oltre trecento persone e, purtroppo, nel tempo continuerà a provocare vittime.
“Alla stazione nessun parcheggio all’ordine del giorno”.   Il sindaco Mangialardi interviene sulle voci circa l’abbattimento degli alberi “La realizzazione di un parcheggio nei pressi della stazione, anche se previsto dalla pianificazione urbanistica, non è all’ordine del giorno dell’Amministrazione. Sulla questione dei posti auto continueremo a lavorare per trovare possibili soluzioni “a corona” del centro storico, ma l'estensione delle zone pedonali, così come la rigenerazione urbana che stiamo perseguendo per liberare Senigallia dall’inquinamento da smog e trasformare le vie e le piazze cittadine in luoghi di incontro e socializzazione, non comporterà nessuna cancellazione del verde pubblico”. Così il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, sulle notizie circa la presunta realizzazione di un parcheggio nei pressi della stazione. "Si tratta delle solite bufale - aggiunge l'assessore Enzo Monachesi - che ci vediamo costretti ancora una volta a smentire. È vero, invece, che stiamo pensando a una riqualificazione di quell'area per sottrarla al degrado, che coinvolgerà anche Rfi, titolare di una parte della proprietà".
Un altro appuntamento con la “Città di tutti”. Lunedì 14 marzo, alle ore 21,15 al centro sociale Molinello, il sindaco Maurizio Mangialardi e la giunta comunale torneranno a confrontarsi con i cittadini per presentare e condividere le scelte dell’amministrazione.L’incontro interesserà i cittadini di Molinello 2, Pace, Borgo Coltellone Ovest e Borgo Ribeca.Gli incontri de “La città di tutti” sono una prassi ormai consolidata e una preziosa occasione di dialogo e partecipazione, un canale sempre aperto tra le esigenze dei cittadini e la pubblica amministrazione.