Con l’entrata in vigore della legge n. 119/2017, recante disposizioni urgenti in materia di
prevenzione vaccinale, l'assolvimento degli obblighi vaccinali costituisce condizione necessaria e vincolante
ai fini dell'accesso alle scuole dell'infanzia. Tuttavia il testo della normativa indica una disciplina transitoria
per l'anno scolastico 2017/18, che non prevede alcun tipo di provvedimento espulsivo o decadenziale dei
bambini, se non a partire dall'anno scolastico 2019/20. In questo contesto, molti cittadini stanno ancora
affrontando il percorso di recupero vaccinale per i propri figli, ma ravvedono il rischio che possano essere
date differenti interpretazioni del dettato normativo e che ciò possa inavvertitamente portare a
procedimenti di espulsione illegittimi dei propri bambini non ancora in regola con il piano delle vaccinazioni
pediatriche obbligatorie, ma regolarmente iscritti e frequentanti i propri istituti scolastici per l’infanzia.
Timore, questo, che deriva dal fatto che, dall’entrata in vigore della legge, è stato concesso scarso
tempo ai genitori, ma anche alle aziende sanitarie locali ed agli istituti scolastici, per recepire ed applicare il
nuovo piano normativo. Va inoltre considerato che alcune circolari ministeriali emesse in seguito all’entrata
in vigore del suddetto quadro normativo e rivolte alle amministrazioni pubbliche, contengono delle
informazioni in parte discordanti con quanto disposto nel testo di legge, specie agli art. 3 e 5, che
descrivono appunto le modalità di applicazione nel periodo transitorio previsto per gli anni scolastici
2017/18 e 2018/19. Tutto questo ha contribuito a generare eccessiva confusione sia nei cittadini, sia nelle
pubbliche amministrazioni.
Non è un mistero che già in altre regioni o comuni italiani sia stata evidenziata questa problematica
e le rispettive amministrazioni hanno provveduto a cercare di chiarire tali aspetti, proponendo misure che
assicurino la continuità scolastica dei bambini non ancora vaccinati, ma regolarmente iscritti e frequentanti
le proprie scuole per l’anno scolastico corrente. Fanno da esempio le mozioni e gli ordini del giorno
recentemente discusse nei consigli regionali di Friuli Venezia Giulia, Liguria, Puglia e Toscana, oltre a quelli
comunali di Roma, Torino e Trento, tutti in favore della garanzia di continuità scolastica dei bambini non
ancora vaccinati per l’anno scolastico in corso. Si tratta di prese di posizione molto spesso bipartisan,
favorevolmente proposte o accolte da amministrazioni costituite da forze politiche di differente colore,
aspetto, questo, che sottolinea l’importanza del tema e la rilevanza delle preoccupazioni dei cittadini.
Per queste ragioni, alcuni genitori di Senigallia hanno costituito un gruppo, denominato “Cittadini e
Salute”, al quale si stanno aggiungendo cittadini di altri comuni delle Marche, con l’intento di raccogliere le
voci di coloro che ritengono che la strada già percorsa in altre Regioni, possa essere intrapresa anche nel
nostro territorio. In questo senso, nella giornata odierna (lunedì 5 Febbraio), il gruppo “Cittadini e Salute”
ha provveduto ad inviare un appello alle Istituzioni Marchigiane, tra cui la presidenza del consiglio
regionale, i sindaci, i rappresentanti dei gruppi consigliari regionali e comunali, la presidenza ed i
rappresentanti dei coordinamenti di ANCI Marche, ecc., chiedendo un impegno concreto affinché tutti i
minori non vaccinati, ma regolarmente iscritti e accettati nei rispettivi istituti scolastici possano giungere
alla naturale conclusione dell'anno scolastico 2017/18, senza alcuna interruzione di continuità educativa.
Il gruppo “Cittadini e Salute” ci tiene a sottolineare che questo appello non vuole in alcun modo
procedere in direzione opposta all’attuale piano normativo e che le proprie intenzioni non vogliono essere
contrarie alle vaccinazioni pediatriche, ma al tempo stesso si ritiene importante l’esigenza di considerare
l’anno scolastico 2017/18 come transitorio, per dare risalto alla divulgazione e alle opportune informazioni
sui percorsi vaccinali alle famiglie, prospettando un sereno dialogo tra i cittadini e le istituzioni. E’ quindi
sulla base di questi presupposti che il gruppo “Cittadini e Salute” auspica una pronta risposta da parte
dell’amministrazione regionale e da quelle comunali, che possa rappresentare il principio di un fruttuoso
confronto.
Cittadini e Salute, Senigallia
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