“La riqualificazione dell’area ex Messersì rappresenta la sintesi perfetta di rigenerazione urbana
legata ad un progetto di consumo zero del territorio perché di fatto elimina un vecchio rudere e la
nuova costruzione riduce i volumi pre-esistenti –spiega il sindaco Maurizio Mangialardi-
l’intervento, oltre a bonificare un’area, si porta dietro la risoluzione di alcuni problemi. Verrà infatti
realizzato il passaggio ciclopedonale sul fosso Sant’Angelo che mette in sicurezza il transito sotto il
ponte autostradale e sarà migliorato l’impianto idraulico del fosso nel tratto del ponticino di viale dei
Pini. Finalmente sarà poi realizzata la nuova rotatoria di collegamento di viale dei Pini-via Capanna
e sarà predisposto il collegamento con il futuro attracco alla complanare”.
Il giorno 17 ottobre sui giornali le affermazioni del sindaco sono diverse:
“Si tratta di un’operazione fondamentale per la città – afferma il sindaco Maurizio Mangialardi – che
riesce a coniugare la rigenerazione urbana di un’area oggi soggetta a degrado e la
razionalizzazione della viabilità in modo da rispondere positivamente alle istanze dei cittadini della
zona, che da tempo chiedono una strada di collegamento in grado di snellire i volumi di traffico su
via Capanna e rendere più agevoli gli spostamenti sull’asse nord-sud della città. Il tutto, come
sempre, a consumo zero di territorio, grazie alla demolizione dei vecchi ruderi dell’ex Messersì e al
recupero dei precedenti volumi. Non meno importante sarà poi la seconda fase del progetto, dove
è prevista la creazione di un passaggio ciclopedonale sul fosso Sant’Angelo per garantire la
sicurezza del transito sotto il ponte autostradale”.
“A ciò – spiega il vicesindaco
e assessore all’Urbanistica
Maurizio Memè – va
aggiunto il miglioramento
idraulico dell’impianto del
fosso in prossimità del ponte
di viale dei Pini. Sicuramente
il progetto messo in campo,
al pari di interventi già
realizzati o in corso di
realizzazione in altri punti
della città, consente di
risanare un’area preda
dell’incuria, restituendola ai
residenti con un significativo
miglioramento delle opere
pubbliche circostanti”.
Ben venga una riqualificazione di un’area degradata ma ci sono alcuni distinguo che
l’amministrazione non valuta perché non vuole vederli o per incompetenza?
Ci spieghiamo: su tale area, nella quale in passato venivano svolte attività industriali, sono state
eseguite le procedure previste dal testo unico ambientale al fine di verificare l'eventuale
contaminazione del suolo e delle acque di falda? Oppure andremo incontro ad un problema di
bonifica come è accaduto con la rotatoria della Penna?
L’area non è stata in passato “controllata dai nostri assessori” e quindi società autostrade, con
l’ampliamento per la terza corsia e la complanare, ha lasciato il cavalcavia sulla provinciale di
Sant’Angelo stretto come era in precedenza. Quello era il momento ideale ed unico per allargarlo
prevedendovi la realizzazione di una futura pista pedo ciclabile. Oggi si realizza la pista ciclabile
tombando il fosso Sant’Angelo sotto il cavalcavia. Ricordiamo agli amministratori che tombare un
corso d’acqua è quanto di più demenziale si può realizzare; eppure l’esperienza del fosso
Sant’Angelo durante l’alluvione 2014 dovrebbe avere insegnato qualcosa ai nostri amministratori,
ma così non è: “Tanto (diranno come è consuetudine) è colpa dei cambiamenti climatici”.
Non si è mai vista quasi nessuna città con rotatorie che non siano rotonde
ma ovali allungate; Senigallia oltre ad averne due ne vuole realizzare una
terza stranissima che riproduce il momento della sua “duplicazione cellulare”.
Sembra quasi che la forma sia fatta per spingere gli autisti ad entrare nel
centro commerciale e quindi non tenga minimamente conto delle esigenze di
circolazione del traffico.
L’affermazione: “e sarà predisposto il collegamento con il futuro attracco alla complanare” sig.
sindaco vuol dire che il collegamento effettivo con la complanare è rimandato a data da destinarsi?
Cioè ad oggi state decantando l’aria fritta?
Inoltre l’affermazione del Vice-Sindaco: “va aggiunto il miglioramento idraulico dell’impianto del
fosso in prossimità del ponte di viale dei Pini” significa che sarà rifatto il ponte esistente con uno a
via inferiore?
Ma, dulcis in fundo, a Senigallia serve veramente un ulteriore centro commerciale visto che quelli
esistenti stanno boccheggiando e le piccole attività commerciali spariscono irrimediabilmente?
Non possiamo mica realizzare un centro commerciale ogni cento metri. Ricordiamo che per avere
prodotti a km zero e quindi di qualità, aiutando nel contempo i nostri produttori a sopravvivere, è
necessario realizzare dei mercati o anche centri commerciali che ospitano esclusivamente le loro e
quindi le nostre attività locali.
Senigallia Bene Comune