Due anni sono trascorsi dal referendum comunale con cui i senigalliesi e i morresi hannorespinto al mittente il progetto di fusione per incorporazione tra Senigallia e Morro d’Alba.Si trattava di un’operazione senza capo né coda, basata su uno studio di fattibilità scrittoda una o più mani ignote, quasi celata dai rispettivi amministratori e certamente nonspiegata ai cittadini di entrambi i comuni (salvo l'attività di informazoine svolta da questoComitato). Un autentico sproposito, costellato di una tale quantità di criticità che ilComitato per il No ha evidenziato puntualmente e di cui ha informato, appunto, in modochiaro e capillare i cittadini chiamati a dire Sì o No attraverso il referendum.Dopo circa un anno (novembre 2017), Senigallia fa parte però di un’unione comunalevoluta, anzi imposta, dagli stessi amministratori della tentata fusione. Anche l’unione si èbasata su uno studio di fattibilità di ignoto autore e, cosa grave, è “passata sullatesta” dei cittadini, la cui volontà è stata semplicemente ignorata: nessunreferendum. Anche perché la legge non lo prevede, direbbero i lungimiranti amministratorilocali. Gli stessi amministratori che, nel presentare la proposta, han detto che ci stavanolavorando da due anni (leggi, novembre 2015).Le stesse critiche che il Comitato aveva portato all'incorporazione di Morro, sono tanto piùvalide in riferimento alla Unione dei Comuni delle Valli del Misa e del Nevola (ma mancanoCorinaldo Castelleone): si tratta di una escrescenza amministrativa che a lungo termine èdestinata a produrre nuovi inutili costi della burocrazia; dal punto di vista dei cittadini, èfacile prevedere, se non già in atto, un abbassamento della qualità dei servizi al qualecorrisponderà un innalzamento delle tasse locali uniformato a quelle della città più grande,Senigallia.Stavolta però i cittadini non hanno vinto nessun referendum, semplicemente perché – illegislatore non lo ha previsto per questo procedimento. A loro piace vincere facile.Riccardo Pizzi, Leonardo Badioli, Catia Fronzi, Alessandro Curtatoniper il Comitato NO alla Fusione (e NO all'Unione)