Martedì, 10 Ottobre 2017 08:13

SENIGALLIA: Fiume Misa: (ennesima) figuraccia di Mangialardi in Regione

Scritto da
Vota questo articolo
(0 Voti)
L’Autorità di Bacino della Regione Marche bacchetta severamente il sindaco circa lecompetenze in merito alla messa in sicurezza del Misa nel tratto portuale.Con piglio e fare deciso il 31 gennaio 2017, Mangialardi firmò l'ordinanza n. 50 (allegato 1) con cuiordinava all’Autorità di Bacino della Regione Marche e al Presidio Territoriale (ex Genio CivileUrbano e Ancona) di procedere entro 10 giorni dalla notifica (avvenuta il 6 febbraio 2017) ad“effettuare con mezzi idonei un intervento di asportazione di tutto il materiale depositato nel trattoterminale della foce del fiume Misa che ostruisce il normale e regolare deflusso delle acque…”.A detta del sindaco infatti “è necessario provvedere con somma urgenza, alla rimozione delmateriale depositato in prossimità della foce del fiume Misa, al fine evitare fenomeni diesondazione delle acque che possono mettere a rischio le aree urbane attraversate”.Fin qui nulla di particolarmente eclatante, ad eccezione del “particolare” che nell'ordinanza silegge che l'alluvione del 03/05/2014 è stata determinata “anche, come concausa, dalla ostruzionee mancata pulizia degli alvei dei fiumi”.Ma dopo otto mesi, visto che i lavori non sono stati fatti e la questione è molto delicata, èlegittimo chiedersi che fine abbia fatto quell'ordinanza.Dopo la notifica, sia la Regione (14/02/2017 prot. 9622, allegato 2) che l'Autorità di Bacino(15/02/2017 prot. 9870, allegato 3) hanno scritto al sindaco. Abbiamo analizzato attentamentequanto scritto dai due enti e siamo rimasti basiti.Nelle valutazioni la Regione non lascia scampo alle responsabilità in capo al Comune: “lacompetenza per l’effettuazione dei lavori richiesti è in capo al Comune di Senigallia ai sensi dellenorme nazionali e regionali vigenti”.A coronamento l’Autorità di Bacino afferma quanto sempre denunciato da Senigallia BeneComune ovvero che “la foce del Fiume Misa è chiaramente protesa verso il mare per successivetrasformazioni antropiche, ciò rende più facile la sedimentazione lungo il tratto terminale econseguentemente la necessità di dragare il porto – canale…”. Ovvio!Regione ed Autorità di Bacino quindi definiscono tale ordinanza illegittima, viziata da eccesso dipotere, se non addirittura nulla per difetto assoluto di attribuzione. E diffidano il Comune diSenigallia a ritirare l'ordinanza in autotutela ed a effettuare l'intervento, qualora analisiidrauliche evidenzino e confermino l'incremento di rischio, ad oggi solo presunto.Cosa ha fatto il sindaco, dopo queste lettere? Ha ritirato l'ordinanza od eseguito i lavori? Nulla ditutto ciò, ha semplicemente invitato (allegato 4) la Regione ad aprire un “tavolo tecnico”,dimenticandosi della sua ordinanza ................. ma sindaco, non l'avrebbe dovuto chiedere PRIMAdi firmare l'ordinanza?!?Tutto questo ha dell’incredibile e ovviamente i cittadini non ne sanno NULLA!Senigallia Bene Comune ha sempre denunciato tale situazione, avanzando anche delle proposte,tutte bocciate dall'attuale maggioranza. Leggendo le lettere ufficiali in risposta all’ordinanza di Mangialardi le parole che più rimangonoimpresse sono: “eccesso-straripamento di potere”. Pur rimando nel merito, le parole del dirittohanno un riverbero anche nella quotidianità di un’amministrazione che fatica a dialogare con tutti:cittadini, istituzioni e anche con chi è all’interno della stessa maggioranza.A fronte di tutto ciò, c’è un muro di tutela dell’establishment partitico senigalliese che, contro ognievidenza, supinamente continua ad avallare un sistema dannoso per la città, finito e malato finoalla radice. Lista Civica Senigallia Bene Comune