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Le notizie dal tuo comune

Ennesima tragedia sui binari nella nostra regione, nella mattina del 5 maggio alla stazione ferroviaria di Fano, un giovane è morto a causa dell' investimento di un treno nella zona più defilata della stazione. Si tratta di un trentunenne di Ostra, il treno coinvolto è il freccia bianca diretto a Lecce che transitava alle 09,47 senza fermarsi, il soccorso è purtroppo risultato inutile, il corpo senza vita del giovane è stato coperto da un telo bianco. Shock tra i viaggiatori in transito e il personale della stazione. Dopo i primi accertamenti, gli inquirenti perpendono per l' ipotesi suicidio.
Dopo poco meno di un anno potrebbe chiudersi la parentesi della tanto sbandierata convenzione stretta dal Sindaco Storoni, con il Sindaco di Ostra Vetere. Non è una infondata illazione: potrebbe essere l’ennesimo fallimento, cui assistiamo, dall’insediamento della Giunta Storoni ad Ostra. La notizia è stata tenuta in gran segreto dall’Amministrazione Comunale, proprio come quando decise di stipulare l’accordo con il Comune di Ostra Vetere, senza coinvolgere i cittadini e men che meno le forze di Minoranza. Alcuni giorni fa, infatti, ci è capitato di imbatterci sul web sull’ interrogazione proposta in data 22 marzo dal Consigliere di Minoranza di Ostra Vetere, Luca Marini, che chiedeva al Sindaco di Ostra Vetere Memè se fosse davvero intenzione del Comune di recedere dalla Convenzione siglata con il Comune di Ostra per la funzione Gestione Finanziaria e Contabile, per sottoscriverne un’altra con il Comune di Corinaldo. Immaginabile il nostro stupore nel leggere una simile ipotesi, considerato che sulle convenzioni con il Comune di Ostra Vetere il Comune di Ostra ha investito sin troppo tanto da sacrificare gli stessi cittadini. Tutti stiamo vivendo le conseguenze di quella scelta: l’aumento del numero e dei compensi dei dirigenti (che poi si sono ineluttabilmente riversati sulle spalle dei cittadini) a fronte di una riduzione della loro presenza in Comune, la perdita di alcune figure professionali importanti, come la ragioniera Pigliapoco, che per anni ha redatto con grande rigore e competenza il bilancio comunale, la trasformazione della macchina comunale non più attenta solo alle vicende del nostro Comune, ma coinvolta in una realtà più ampia, e soprattutto l’apertura a singhiozzo degli uffici comunali. Ancora è vivo il ricordo dell’entusiasmo, con cui il Sindaco Storoni e la sua Giunta salutarono le nuove convenzioni con Ostra Vetere, di cui andavano talmente fieri da trascurare senza esitazione alcuna le perplessità che sulle convenzioni medesime avevamo sollevato. Siamo abituati ai fallimenti storoniani, ma francamente ci sembrava davvero strano che in un settore così strategico, dopo appena un anno, la scommessa di Storoni fosse già fallita. Così abbiamo a nostra volta chiesto al Sindaco dei chiarimenti: la risposta che abbiamo ottenuto è davvero sconvolgente. Storoni, interrogato sul punto, ha ammesso che “il Comune di Ostra Vetere sta valutando se aderire all’Unione con Corinaldo” ed in tal caso tutte le convenzioni strette con il Comune di Ostra verrebbero sciolte. Lo stesso Storoni sostiene che sarebbe stato lo stesso Sindaco di Corinaldo a proporre “informalmente al Sindaco di Ostra Vetere questa possibilità, che gli permetterebbe di usufruire del futuro palazzetto delle sport” Per ironia della sorte, quindi, è ancora una volta un palazzetto a compromettere l’attività amministrativa: quello che Mansanta vorrebbe costruire sopra la “Scuola “Crocioni” di Ostra (di cui nessuno sente la necessità) ha in pratica impedito che si potessero investire risorse per rendere sicura la Scuola “Menchetti”, mentre quello che vorrebbe costruire Corinaldo potrebbe di fatto far fallire le convenzioni con Ostra Vetere. Le conseguenze del probabile recesso di Ostra Vetere, per il nostro Comune, secondo Storoni, sarebbero prevalentemente due: Paoloni, dirigente dei Tributi e del Bilancio, tornerebbe a pieno regime ad Ostra, mentre dall’altro canto non avremmo più il dirigente del settore Lavori Pubblici. A questo quadro già desolante, vorremmo aggiungere altre conseguenze che il nostro Sindaco ha avuto il pudore (o forse il timore) di dire: se le varie convenzioni dovessero venire meno, dovremo nuovamente mettere mano ai portafogli per riorganizzare la macchina comunale, per modificare tutte le procedure che sono state già improntate in base alla convenzione ed iniziare una nuova trattativa con i dirigenti per ridurre le loro indennità (visto che già oggi, sono per il nostro Comune difficili da sostenere in convenzione, ma domani, da soli diverrebbero insostenibili), in pratica una consistente perdita di denaro e di tempo. Al momento l’Amministrazione di Ostra, che non certo brilla per carattere, sta IN ATTESA: ad Ostra Vetere è rimessa ogni decisione, da assumere in base a molteplici valutazioni, in dipendenza dalle evoluzioni normative…. Tradotto: l’Amministrazione Storoni prima ha costruito un castello di carta, piegando Ostra alle esigenze di Ostra Vetere, ora aspetta che il castello venga soffiato via, subendo di nuovo una indebita ingerenza…. Ma tranquilli, a tempo opportuno, ci verrà detto che siamo noi a non capire lo stile della collaborazione e del dialogo, unico antidoto all’isolamento…
trentenn Alle 7:30 di domenica mattina, i Carabinieri della Compagnia di Senigallia hanno arrestato un 30enne di Ancona, per tentato furto aggravato. L’arresto è stato eseguito dai militari del Nucleo Radiomobile che sono intervenuti a Ostra in Via Vaccarilese, dove il titolare del noto Ristorante “da Galià”, con annesso bar-tabacchi, aveva segnalato sull’utenza “112”, che andando ad aprire il ristorante, aveva sorpreso un individuo che si era introdotto nel locale impossessandosi di numerosi pacchetti di sigarette. Il ladro, vistosi scoperto, si era dato alla fuga fuggendo verso la campagna. I Carabinieri, giunti nella zona, hanno intercettato il trentenne, noto alle forze dell’ordine, sulla S.P. “Arceviese” mentre era intento a mettersi alla guida della propria autovettura Citroen C3, nascosta in modo da non essere visibile tra la vegetazione in prossimità di una scarpata. Il giovane ha tentato ulteriormente di fuggire attraverso il Misa ma è stato raggiunto e bloccato dai militari dopo un rocambolesco inseguimento a piedi. Il sopralluogo ha consentito di accertare che il giovane si era introdotto nel bar tabacchi forzando la porta finestra di ingresso. Lo stesso è stato riconosciuto dalla parte offesa come l’autore del furto. La refurtiva recuperata all’interno di due buste di plastica in parte nella C3 ed in parte abbandonata sul pavimento del ristorante durante la fuga, del valore complessivo di circa 1.500 euro, è stata interamente recuperata e restituita al proprietario del locale. Inoltre all’interno dell’auto sono stati recuperati alcuni indumenti che erano stati rubati nella notte all’interno di un’auto in sosta sempre sulla SP Arceviese di proprietà di una donna del luogo. L’uomo è stato pertanto anche denunciato per il furto sull’auto. Dopo le formalità di rito il trentenne è stato sottoposto in regime di arresti domiciliari presso la propria abitazione in Ancona. Questa mattina il Tribunale ha convalidato l’arresto rinviando la discussione all’udienza al 28 giugno p.v. Nella notte, inoltre, un’altra pattuglia del Nucleo Radiomobile ha denunciato in stato di libertà per il reato di uso di atto falso e guida senza patente perché mai conseguita, un pakistano di 48 anni residente a Porto Recanati. Il predetto, controllato dalla pattuglia a Senigallia in via leopardi alla guida di una BMW 316, ha esibito una patente di guida rilasciata nel Regno Unito. Le immediate indagini hanno però consentito di accertare che lo straniero era sprovvisto di patente di guida perché mai conseguita e il documento mostrato era stato contraffatto. Il documento falso è stato ritirato e sottoposto a sequestro. L’autovettura invece è stata sottoposta a fermo amministrativo.
L’eccessiva flemma con la quale il Sindaco Storoni risponde in merito alla seconda interrogazione urgente, presentata ormai un mese fa, circa la possibilità di chiusura della nostra guardia medica, palesa la sua totale apatia verso la problematica, che sfocia in un attendismo irreale; infatti, il Sindaco continua a non prendere posizione alcuna, limitandosi a ribadire che, fintanto che non ci saranno tutti i dati relativi al carico di lavoro della nostra Guardia Medica, non si procederà nella riorganizzazione del servizio. Eppure, nonostante queste “rassicurazioni”, ci sono ancora molti aspetti non chiari sulla vicenda: se è vero che, al momento, nulla farebbe pensare ad una chiusura del nostro presidio, come mai in prima battuta si era pensato ad una possibile condivisione del servizio a settimane alterne con il comune di Ostra Vetere? Come mai ci è voluto quasi un mese per affermare che, alla fine, quell’ipotesi era il frutto di un mero errore giornalistico? Come mai Ostra Vetere, il comune con il quale abbiamo peraltro stipulato diverse convenzioni, starebbe ora portando avanti la battaglia per la difesa del proprio servizio di continuità assistenziale coinvolgendo i comuni di Barbara e Serra de’ Conti? Come mai in una recente determina, la n. 307 dell'Area Vasta 2 del 09.03.2016, si parla di attività del servizio di Guardia Medica solo nel comune di Ostra Vetere? E da ultimo, come mai nella risposta del Sindaco, datata 25 marzo 2016, non c’è traccia alcuna della notizia circolata solo 5 giorni dopo sui social e sulla stampa, di una proroga di continuità del servizio, tanto ad Ostra quanto ad Ostra Vetere, fino al 9 settembre 2016? Che i dati relativi all’operosità della nostra Guardia Medica rivelassero una scarsa incidenza di richieste nel nostro comune lo si sapeva già dal 2011, quando ci fu l’opposizione ferma e strenua di Ostra ed Ostra Vetere, che di fatto finì con il paralizzare l’assurda decisione che i vertici sanitari regionali stavano prendendo. Vorremmo ricordare al Sindaco Storoni che se allora chi governava la sanità regionale desistette dall’assurdo progetto di chiudere il servizio della guardia medica nel nostro territorio, ciò accadde proprio a causa della protesta coram populo sollevata dalla allora Amministrazione Comunale e dal clamore che la stessa ebbe su tutti gli organi di stampa, con un evidente movimento di opinione.  Per questo riteniamo assai pericoloso l’atteggiamento passivo assunto sull’argomento da Storoni: infatti mentre  in altri Comuni limitrofi, i sindaci stanno fortemente prendendo una posizione ovviamente contraria alla decisione dei vertici ASUR ad Ostra tutto è fermo, le “trattative” si svolgono in sordina e si auto-smentiscono, come se il servizio di assistenza sanitaria di base (notturna e festiva) fosse una cosa che l’Amministrazione può gestire da sola senza che i cittadini ne sappiano nulla. Vogliamo ricordare ancora una volta come in passato Ostra abbia già dovuto subire pesanti tagli in campo sanitario: privarci anche del servizio di Guardia Medica sarebbe un gravissimo atto di sconsideratezza nei confronti della comunità, che non verrebbe così tutelata nemmeno negli elementari diritti costituzionalmente riconosciuti, rischiando magari di condurre al collasso un pronto soccorso già deficitario. Da non sottovalutare, come punto a favore, la presenza della sede della “Croce Verde Ostra” che si colloca in una posizione strategica e baricentrica per il servizio svolto nel suo territorio di competenza che comprende i Comuni di Ostra, Serra de’ Conti e Arcevia, le frazioni di Pongelli, Bettolelle, Filetto, Brugnetto, Passo Ripe; non dimenticando che, nel servizio 118, la Croce Verde Ostra arriva a coprire tutto il territorio di riferimento della Zona Territoriale 4 che comprende tutti i Comuni delle valli del Misa e Nevola spingendosi sino ai comuni di Belvedere Ostrense, San Marcello e Morro d’Alba. Questa dovrebbe essere, insieme alla presenza di una Casa di riposo e di tanti anziani e bambini, una ragione in più per continuare a mantenere in loco il servizio di continuità assistenziale. Nonostante la proroga estesa fino al 9 settembre, il rischio chiusura resta comunque dietro l’angolo: auspichiamo che nei prossimi mesi si possa mettere in moto una mobilitazione collettiva per impedire che ciò avvenga, con la speranza che il Sindaco con la sua Giunta, almeno per una volta, si schieri dalla parte dei cittadini.
I carabinieri sono intervenuti nei pressi di Casine di Ostra, dove un 25enne è stato colpito in testa con un bastone da un albanese, per soccorrere un amico. Un albanese infatti lo avrebbe preso di mira passando dalle parole alle mani, fino a sferrargli un pugno. A quel punto il giovane ha deciso di intervenire per allontanarli dal suo amico, che voleva proteggere, ma ad un tratto uno degli stranieri è sbucato con un bastone in mano. Con un colpo in testa lo ha stordito facendolo finire a terra.
Sembra non volersi arrestare l’idea di far costruire la centrale biogas in una zona soggetta ad alluvione (nel 2011 e nel 2014) a Casine di Ostra; al contrario l’aggiornamento del PAI (Piano stralcio di Bacino per l’ Assetto Idrogeologico), con particolare riferimento alla mappatura delle aree interessate dal fenomeno alluvionale del 3 maggio 2014, sembra essersi arenato a due anni fa (vedi Delibera di Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino n. 64 del 29 luglio 2014). E’ prevista infatti per domani, martedì 15 marzo p.v. una Conferenza dei Servizi che potrebbe essere decisiva per la realizzazione della centrale biogas di Casine, alla quale parteciperà anche l’Autorità di Bacino (ente preposto al censimento delle aree inondabili) benché l’area interessata non sia ricompresa tra quelle inondabili nel PAI. In una lettera del 24 settembre 2015 il Dirigente dell’Autorità di Bacino scriveva, a mo’ di suo contributo per il rilascio delle autorizzazioni in corso, che il rilevato della variante della S.P. n. 12 che fiancheggia l’area del Consorzio ZIPA “ha costituito uno sbarramento per le acque esondate a monte per cui la zona ZIPA ha funzionato come area di laminazione delle acque di piena del Torrente Nevola”. Sono trascorsi quasi sei mesi da allora e ci appare alquanto ingiustificabile il ritardo con cui ci si sta muovendo per aggiornare il PAI. Infatti il Rapporto sull’evento alluvionale del 3 maggio 2014 era pronto già dopo due mesi e l’inerzia nel provvedere all’aggiornamento del PAI ha consentito che si autorizzassero, e si continuino ad autorizzare, numerose ed importanti costruzioni (anche “sensibili” per la pericolosità della tipologia) che, altrimenti, non potrebbero essere realizzate, come il piano interrato dell’isolato denominato Orti del Vescovo che vi dovrebbe rientrare a tutti gli effetti. Ricordiamo che il PAI è nato, essenzialmente, grazie ad un censimento delle aree dissestate per cui, che l’area in questione sia identificata su un elaborato grafico, o meno, è del tutto insignificante. A supporto della nostra tesi, nel verbale del 4 agosto 2015, è stato scritto che l’Ing. Sbriscia ( della Provincia di Ancona) aveva sottolineato che “il perimetro dell’area non è ancora formalizzato nel PAI, ma concorda con il Dott. Smargiasso (dell’Autorità di Bacino) che comunque è bene ragionare, dal punto di vista tecnico, come se di fatto vi rientrasse”. Sappiamo che la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) sarà indispensabile per iniziare i lavori di un progetto che è stato modificato rispetto a quello autorizzato all’epoca, per cui pretendiamo un chiarimento in merito ad alcuni dubbi sulla legittimità delle procedure. Oltre ai dubbi che avevamo espresso sulla legittimità della precedente Autorizzazione che fu rilasciata disattendendo la prescrizione n°12 della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) dal momento che gli studi geologici sono stati consegnati dopo il suo rilascio, vorremmo che prima ci si risponda esaurientemente in merito ai seguenti quesiti relativi alla variante della S.P. n. 12 che è stata recentemente progettata e realizzata: Perché il rilevato di tale infrastruttura ha costituito uno sbarramento alla libera tracimazione delle acque? Non sarebbe stato più opportuno realizzare il tratto a ridosso del corso d’acqua mediante viadotto? Perché, nel progettarla, non è stata adeguatamente valutata la possibilità che si verificasse una calamità del genere di quella occorsa nel maggio 2014? Se l’infrastruttura fosse stata realizzata con altre modalità, sarebbero stati allagati anche i lotti del Consorzio ZIPA che lo stesso non è riuscito ad alienare nemmeno in parte, con tutte le conseguenze del caso, proprio per effetto di tale accadimento? Inoltre: Le opere di miglioramento della situazione idraulica della zona ZIPA, previste a carico della Ditta En-Ergon, sono state valutate dai competenti Uffici pubblici nella loro fattibilità, compatibilità ed efficacia presunta a beneficio dell’area ZIPA? È legittimo mantenere in essere la proroga di 2 anni concessa in data 29 ottobre 2015 per ultimare i lavori, visto che era riferita non al progetto che verrà autorizzato, ma ad un progetto da esso diverso? Le opere già eseguite a partire dall’inizio dei lavori sono funzionali al progetto da realizzare, oppure la variante da autorizzare deve essere definita sostanziale (o “essenziale ai sensi del TU Edilizia”?) Fin quando tutto questo non ci sarà stato chiarito, il Movimento 5 Stelle di Senigallia, assieme ai consiglieri Regionali di riferimento, si muoverà presso tutte le sedi opportune per fermare la costruzione dell’impianto di cui trattasi. Senigallia, 13 marzo 2016 I portavoce M5S: Gruppo Consiliare M5S Senigallia
La decisione di realizzare un digestore anaerobico nell'area industriale ZIPA di Casine di Ostra deve avvenire soltanto dopo la revisione del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell'area. Oltre ai rischi indicati e normati dalla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) già rilasciata, occorre un ulteriore approfondimento sul rischio alluvione. Questo prima del rilascio dell"Autorizzazione Ambientale Integrata (AIA). E’ quanto il Comune di Senigallia ha già chiesto nel maggio 2015 all'Autorità di bacino della Regione Marche, chiedendo di indagare e di esprimersi se l'area individuata risulti ancora idonea, da un punto di vista di assetto idrogeologico, alla collocazione di quel particolare tipo di impianto industriale. Il nostro Sindaco ha ricevuto risposta a tali osservazioni? In tal caso, chiediamo che sia resa pubblica, così da consentire ai cittadini di valutare la questione in maniera informata e quindi equilibrata. Ribadiamo la richiesta alle autorità competenti di esprimersi su questo aspetto centrale della questione, tornata d'attualità dopo il 3 maggio 2014. La Città Futura
Martedì, 08 Marzo 2016 11:49

OSTRA: 8 Marzo 2016

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«L’esclusione delle donne dai grandi problemi dell’umanità è un principio del tutto guerresco e violento. Le donne sono destinate a trasformare, nei loro fratelli uomini, il principio della forza nel principio della ragione. Si può raggiungere questo scopo, con il lavoro dell’intelligenza sostenuto dall’amore». Paolina Schiff ( I° Congresso Internazionale delle Donne – Aja 1915). 70 anni fa, il 10 marzo 1946, in Italia le donne conquistarono il diritto al voto: poterono considerarsi così cittadine con pieni diritti. In quelle prime domeniche di democrazia, altissima fu l’affluenza alle urne delle donne. Nasce in quegli anni l’UDI, Unione delle Donne Italiane, associazione femminile di promozione politica, sociale e culturale. Si apre un periodo storico di trasformazioni politiche e sociali, di grandi speranze e di condivisione. Suffragette prima, Femministe poi, sono donne che con coraggio, determinazione e dignità hanno lottato, per ottenere il diritto al voto, un diritto che noi al giorno d’oggi consideriamo dovuto e poco importante. Dal 1946 la strada dell’emancipazione femminile in Italia è stata lunga e ancora tanti sono i traguardi da raggiungere: ad esempio il riconoscimento della piena dignità delle donne e le parità di genere nel lavoro, nella retribuzione salariale e nelle cariche politico amministrative.  “…E che l'8 marzo si fondi su una leggenda prova che quella giornata scaturisce da qualcosa di molto profondo. Non è la celebrazione di un episodio storico che, nel corso degli anni, si sia via via dilatata sino a comprendere più ampi significati; ma piuttosto l'espressione di un moto, ricco di aspirazioni e di sentimenti, che - maturando in modo diffuso, in luoghi e tempi diversi - ha cercato nel suo corso, e in un processo di unificazione, di fissarsi su un episodio e su una data.”Marisa Rodano ( Lectio Magistralis – Università di Cassino 8 Marzo 2013). Non arrendiamoci, non smettiamo mai di lottare, perché siamo artefici del nostro destino. Oggi come ieri. Ricordiamo le conquiste delle donne, ma anche le discriminazioni e le violenze cui sono oggetto 365 giorni all’anno: la Festa della Donna tutti i giorni.    da Comune di Ostra
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