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Venerdì, 22 Aprile 2016 08:37

SENIGALLIA - Circolo culturale Sestante: “Sulla filosofia”

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La fi losofi a è sempre stata il rifl esso della storia, su cui ha agito dialetticamente, ma anche l’espressione dell’ontologia di una data epoca. È legittimo chiedersi dove oggi stia andando la fi losofi a italiana e quale sia il suo reale valore. Dobbiamo dire con legittima soddisfazione che la fi losofi a italiana è molto tradotta e apprezzata all’estero, interpretata non più nella sola orbita tedesca. Si tratta di una concezione del mondo sempre attuale e vitale, come ha dimostrato Roberto Esposito nel suo bel libro, Pensiero vivente, origine e attualità della fi losofi a italiana, che con rigorosa e ricca documentazione ci sostiene nella nostra disamina. La fi losofi a italiana presenta un forte carattere di originalità, in quanto eterogenea rispetto ai paradigmi della Ragione moderna. La modernità europea si è basata sulla rifl essione introversa della soggettività, sull’analisi della coscienza, sul formalismo linguistico e la decostruzione ermeneutica. Al contrario il pensiero italiano si è subito rivelato estrofl esso, diretto verso “il fuori”. Filosofi a della vita, intesa in senso integrale, caratterizzata dalla biopolitica. Basti pensare al suo rapporto problematico e non privo di tensioni con la politica, alla sua relazione fra il sapere e il potere, la natura e la storia, la tecnica e la forza vitale. Il soggetto si è aperto alla comunità in una tensione sempre viva, a volte soff erta, fra antagonismo e immanenza, Origine e attualità, con al centro non l’individuo, ma il mondo nella sua inesauribile potenza. L’Origine è costituita dal potenziale energetico, dall’energia simbolica, dalla vitalità pre-razionale (istinti, impulsi, bisogni, corporeità). Il non storico è dato da simboli, miti, immagini, bellezza poetica. Poesia e Filosofi a hanno camminato insieme, come due buone sorelle. È sempre bene conoscere il potenziale energetico originario, per meglio controllarlo, altrimenti questo ritorna non come passato (che mai ritorna), ma come orrenda maschera spettrale e distruttiva. È già successo nel ‘900. In un mondo interamente secolarizzato il teologico, rotto il cordone ombelicale con la simbologia, non può tornare in gioco che in forma di brutto fantasma rispetto al suo originario mandato. La nostra vita non si presta né a un’assoluta naturalizzazione, né a un’assoluta storicizzazione. Di qui la necessità del Pensiero vivente inseparabile dalla vita. Il doppio sguardo sull’Origine costituisce il tratto caratterizzante l’intero sistema immunitario italiano, in grado di proteggere la comunità dal potenziale autodistruttivo dell’energia vitale. Una comunità priva di sistema immunitario esplode, con un eccesso di sistema immunitario implode, trovandosi compressa e repressa. In conclusione, il pensiero italiano si presenta sempre contemporaneo, in costante relazione con il nostro tempo, grazie al suo tratto ancorato concretamente al territorio. A diff erenza di quanto avvenuto all’estero, forte è stata l’incidenza di un determinato clima culturale e storico, di un ambiente, di una tonalità sul territorio, prima che sullo Stato-nazione. Non si può parlare di un nazionalismo fi losofi co, ma, partendo dalle specifi cità territoriali, di un continuo contributo all’universalità. In ciò consiste la peculiarità della tradizione fi losofi ca del nostro Paese.

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