SENIGALLIA - Cantieri meticci

Domenica 21 maggio alle ore 17 presso Casa San Benedetto, in via delle Saline, spettacolo tutto senigalliese dei Cantieri meticci, l’intelligente esperimento di Bologna nato per fare integrazione attraverso il teatro: sbarcato a Senigallia grazie allo SPRAR (Sistema di protezione rifugiati e richiedenti asilo) con “Il violino dei Titanic”, metafora urgente sulla necessità di aprire gli occhi alla tragedia degli sbarchi di migranti e dei motivi della fuga da Paesi dove regnano guerra e povertà, ha portato nella nostra città un ciclo di laboratori per far germinare nuovi spettacoli e nuove idee per mezzo del teatro. Molto partecipati i laboratori che si sono svolti nei locali della Casa della gioventù, con un folto gruppo di italiani e di stranieri - dalla Libia, dal Marocco, da Corinaldo, da Serra dei Conti e tanti altri - giovane e pieno di entusiasmo. “Siamo diventati una grande famiglia del teatro” dice Mohammed, 17 anni, libico, il vero mattatore del gruppo. Gran segreto sul titolo dello spettacolo finale di domenica, messo in piedi insieme a Francesco, Alexandra, Silvia e Moussa, guide di Bologna che hanno accompagnato i partecipanti verso la direzione dell’integrazione sviluppata con il teatro. Mettersi in gioco, aprire la mente, dare ascolto all’altro, allo straniero, all’italiano che non conosciamo: grazie al teatro è possibile, grazie ai Cantieri meticci è diventata una realtà.
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