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Come soprani viziosi hanno concesso il bis. Dopo tre anni di abusivismo nella cartellonistica pubblicitaria, hanno evaso anche la Tari per tre anni consecutivi: dal 2012 al 2014 compreso. Nel silenzio, ovviamente dell’Amministrazione comunale. Mentre i cittadini e i commercianti sono al collasso per far fronte alla Tari più alta d’Italia, i “rivoluzionari” ad equo canone a 69 euro al mese del centro sociale “Arvoltura” (che l’immondizia la producono e, alle volte, la scaricano anche in piazza in occasione di comizi avversari) bellamente, della tassa sui rifiuti, se ne infischiano. E nessuno li persegue. E’ questa la seconda puntata della storia più deprimente del parassitismo sociale di casa nostra. E così si scopre che nel 2012 i facinorosi del centro sociale vicino a “Città Futura” e sostenitori di ogni Giunta targata Pd nemmeno avevano dichiarato agli uffici finanziari l’apertura della loro posizione tributaria. Nel 2013 e nel 2014 hanno poi pensato che, in fin dei conti, il loro centro sociale (o commerciale?) è “legibus solutus” grazie alle tante protezioni politiche. Tanto valeva continuare ad evadere. Rivoluzione contro lo Stato si, ma con l’aiutino dello Stato. Che, nelle vesti degli uffici comunali (di solito solerti a perseguire i cittadini per bene che arrancano ad arrivare a fine mese), ha chiuso entrambi gli occhi. La “svolta” arriva nel 2015 e nel 2016. Si penserà: hanno sanato le vecchie posizioni? Neanche per idea. Con centoventi metri di locale al chiuso, una piazzetta pubblica dove si svolge un mercato alimentare (alimentare!) autorizzato con un incredibile e discutibile provvedimento del dirigente Mattei (ovviamente gratis e senza oneri per i “rivoluzionari”), un punto bar e ristoro con somministrazione di alimenti e bevande, quanto avranno pagato i rampolli dei papà borghesi senigalliesi? E’ presto detto: 132 euro nel 2015 e 146 euro nel 2016. Praticamente nulla. Mica saranno cittadini come gli altri! Sembra uno sbaglio clamoroso. Niente affatto: gli uffici confermano. Per loro, che gestiscono un bar e un mercato, centoventi metri di locale ed una piazza pubblica con attività commerciale valgono, in quanto a Tari, tre volte meno di un ufficio professionale di 70 metri quadrati. Le stranezze della burocrazia! E mentre i figli di papà giocano alla rivoluzione esentasse, i loro “papà” hanno quadruplicato la Tari per tutti gli altri. Finirà prima o poi… Roberto Paradisi Unione Civica
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Quando in Commissione Bilancio, tenutasi il 19 aprile 2017, ti viene comunicato che nel 2016 il Comune di Senigallia ha avuto un mancato introito del 34% del totale della Tari chiesta ai Senigalliesi, è palese che qualche cosa “non ha funzionato”. E questo non funzionamento non è di certo imputabile ai Cittadini, ma alla pressione fiscale locale che ha raggiunto vette da primato, ma questo dato è solamente “l’aperitivo” di quello che ci verrà comunicato il prossimo anno quando si andranno a chiudere i conteggi degli introiti della Tari del 2017. Il vergognoso aumento che questa Amministrazione ha praticato nel 2017 metterà ancora di più in ginocchio i Cittadini e le attività commerciali tutte. Con gli aumenti praticati, che vanno dal 30% al 72%, sarà ancora più alta la percentuale del mancato introito, e molto probabilmente raggiungerà una cifra record. L’intero impianto della Tari, così come questa Amministrazione lo ha impostato, non è più sostenibile, e i Cittadini lo hanno fatto ben capire visto il 34% di mancato introito. Non è più possibile sostenere una tassazione che di logico non ha nulla, sia per un servizio, il porta a porta, dispendioso al massimo e con grosse lacune, e sia perché questa Amministrazione non è neanche capace di farsi rispettare dalla Provincia e dalla Regione. Al di là di tutto l’impianto dei costi che abbiamo analizzato e che ne parleremo prossimamente, rimane assurdo e inconcepibile che quanto è accaduto con gli spiaggiamenti sia stato interamente “girato” sui Cittadini. Una scelta e una decisione veramente assurda che ha colpito chi non aveva nessuna colpa. La vicenda è oramai ben nota, Senigallia, essendo la città sul mare e avendo nel proprio territorio la foce del Fiume Misa, è stata penalizzata dall’arrivo di tonnellate di materiale che non sono e non erano di sua competenza. Ci saremmo aspettati che una Amministrazione efficiente con a cuore i suoi Cittadini aprisse almeno una discussione con chi è stato la causa di tutto quello che si è riversato sulla nostra spiaggia. Invece niente, essendo la Provincia e la Regione governate dal PD, come anche la nostra Amministrazione, nessuno ha avuto il coraggio di andare a fondo della vicenda. Chiaramente tra di loro “non si mordono”, è stato molto più facile “caricare” l’intera cifra spesa in più sui Cittadini. Cari Amministratori, quel 34% di mancato introito, nel 2017 salirà e di molto visto che la vostra politica non è di certo improntata ad una giusta ed equa tassazione. Probabilmente non avete compreso che il Cittadino è alla frutta, e le cifre vergognose che avete spedito sarà assai difficile che ve le versino. La maggioranza è stata sorda sia alle proteste dei Cittadini che alle proposte delle Opposizioni, avete voluto votare e approvare, con l’aiuto servile del Consigliere Maurizio Perini, il vostro “salasso”? E cosa pensavate, che i Cittadini pagassero muti, silenziosi e appecoronati? Avevate forse fatto i conti senza “l’oste” (il Cittadino), e oggi raccogliete quello che avete seminato, niente di più e niente di meno. O non lo avete capito, o lo avete capito, ma fate finta di nulla, ma oggi questa Amministrazione è invisa alla stragrande maggioranza della popolazione. Il giorno che comprenderete che la strada di portare le tasse a livelli indicibili non è quella giusta sarà sempre troppo tardi e pagherete pegno. Non saranno mesi “facili” per l’Amministrazione quelli che verranno, le questioni sulla graticola sono diverse e tutte molto spinose iniziando dalle 18 irregolarità che il MEF ha riscontrato per poi proseguire con l’indagine della Procura sull’alluvione del 3 maggio 2014. A quando il primo “Allerta meteo del Castello Fatato”? Molto presto… Lega Nord di Senigallia Forza Italia di Senigallia Fratelli d’Italia di Senigallia
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Un primo complimento e ringraziamento va ai Cittadini che hanno raccolto il nostro appello e sono intervenuti in massa nel Consiglio Comunale che ha decretato l’approvazione dei vergognosi e scandalosi aumenti delle aliquote della TARI, aumenti che metteranno letteralmente in ginocchio cittadini e attività, e questa volta saranno veramente “lacrime e sangue” per tutti, nessuno escluso, compreso chi ha votato questa “mandria di geni”! Un pubblico “incazzato” che ha fischiato, fatto battute, urlato, esposto cartelli e che ha fatto ben capire il loro stato d’animo! Finalmente i Senigalliesi reagiscono, BRAVI! Il Secondo complimento va alle Opposizioni tutte, tranne al “ridicolo” Maurizio Perini che ancora una volta ha dato ampia dimostrazione di come la sua candidatura a Sindaco altro non era che una “lista civetta” per aiutare e servire il Sindaco: “E’ più utile una chiave che non apre nessuna serratura di Perini”, questa una delle tante battute che girano su Facebook. Opposizioni molto battagliere che, va detto con la massima onestà, con un Roberto Paradisi in grande spolvero ha smascherato e sbugiardato questa Amministrazione presentando una valanga di emendamenti che in maniera perfetta e capillare indicavano dove tagliare per recuperare denaro anziché mettere le “mani in tasca” ai Cittadini come sempre. Emendamenti tutti bocciati dalla imbarazzante e scandalosa Amministrazione. Complimenti che vanno estesi anche alle altre Forze Politiche presenti: Forza Italia, Lega, M5S e Senigallia Bene Comune. Ci auguriamo che questo sia l’inizio di una “unità” che può far solo che del bene alla comunità, perché con le divisioni non si va da nessuna parte e si fa il gioco del “Reuccio del Castello Fatato”. Aumenti delle aliquote della TARI passate anche grazie al consenso dei tre Sindacati: CGIL, CISL e UIL, quelli che dovrebbero fare gli interessi dei lavoratori, ma che da sempre invece vanno a braccetto con i potenti di turno. Non hanno invece firmato le Associazioni di Categoria che devono aver raccolto una valanga di lamentele dai loro associati e devono aver valuto e capito che non era veramente possibile firmare questa “Estorsione Legalizzata”! E’ chiaro che avremmo voluto una qualche sorte di “ripensamento” da parte dell’Amministrazione, ma così non è stato, hanno proseguito dritto per la loro strada senza ascoltare nessuno. Purtroppo essendo una Amministrazione composta da “improvvisati” non hanno capito che la strada di aumentare a manetta tutto quanto il possibile, porterà ad introitare molto poco perché ai Cittadini i soldi non crescono nel giardino, sono sempre quelli, e tra lo scegliere se far mangiare le famiglie o pagare le tasse, opteranno per la prima. Cosa che già avviene in parte, perché questa Amministrazione ha un “buco” di 14 milioni di euro di tasse (IMU, TASI, TARI, ICI, Multe, Occupazione Suolo Pubblico, Passi carrai) non pagate e non introitate, e questa cifra è destinata ad aumentare, e aumenterà in maniera vertiginosa. Ecco quindi che il Cittadino opta per lo SCIOPERO FISCALE, che se ben attuato non comporta nessun tipo di problematica o sanzione. SI decide di NON pagare più nulla, ma si accantona il corrispettivo ovviamente. Dopo un paio di anni si riceve una missiva dal Comune dove ci sarà scritto che “a fronte di un controllo ci risulta che non sia stata pagata…ecc, ecc”. A quel punto si decide se pagare o aspettare ancora. Onde evitare le cartelle di Equitalia è consigliabile pagare a quel punto, ma sono passati due anni, se non di più, e questo vuole dire che il Comune per due anni non avrà introitato nulla, quindi sarà in default, e di conseguenza le soluzioni sono due, o si dimettono di loro sponte, o vengono commissariati. Lo Sciopero Fiscale così fatto e gestito non comporta nulla al Cittadino, ma mette in ginocchio l’Amministrazione. Non sono pochi i Cittadini che hanno attuato lo Sciopero Fiscale dal giorno dopo il tragico alluvione, 3 maggio 2014, e ancora non hanno ricevuto nessuna “missiva” dal Comune. Il primo passo, la Protesta (civile), è stato fatto dai Cittadini che hanno manifestato tutta la loro incavolatura all’Amministrazione, ora passiamo al secondo: lo Sciopero Fiscale. Parlatene con i vostri commercialisti e avvocati che vi spiegheranno che se fatto bene e nei termini di come ve lo abbiamo spiegato, non vi accadrà nulla. L’Amministrazione VESSA e i Cittadini RISPONDONO! Solo così si potrà mandarli a casa prima della fine del mandato: 2020. Diversamente subiremo le loro angherie per altri tre anni. Ragionateci e rifletteteci… Marcello Liverani Coordinatore Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale di Senigallia.
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Siamo giunti, anche per il 2017, alla determinazione di aliquote e tariffe per l’anno in corso, in concomitanza con l’approvazione del Bilancio di previsione finanziario armonizzato 2017/2019. Nonostante sia stato confermato anche per il 2017 il blocco degli aumenti sui tributi comunali (art. 1, comma 26 della legge n. 208/2015), per contenere il livello complessivo della pressione tributaria, tale blocco non si applica alla tassa sui rifiuti (TARI), in quanto le specifiche entrate vanno a garantire la copertura del costo complessivo del servizio, che è pari ad € 10.991.230,29. Per quanto riguarda le voci di spesa, gli scostamenti più significativi rispetto al 2016 sono dovuti alla voce riguardante la pulizia dell’arenile, nonostante la massa di materiale spiaggiato sia passata dalle 27.000 tonnellate del 2015, alle  appena 8 tonnellate nel 2016, come affermato, in Commissione bilancio, dall’Assessore Memè con delega alla gestione e manutenzione del litorale (http://senigallia.halleymedia.com/?idLive=105 h. 2.09.29) Durante la Seduta del 27 luglio 2016 il Consiglio comunale ha approvato la Delibera N° S-LP/2016/1594 (http://senigallia.openmunicipio.it/acts/deliberations/2016-07-28-000000-s-lp-2016-1594-intervento-di-somma-urgenza-per-rimozione-e-smaltimento-rifiuti-e-detriti-spiaggiati-a-seguito-della-violenta-mareggiata-che-ha-colpito-il-litorale-costiero-di-senigallia-il-23032016-proposta-di-riconoscimento-debito-fuori-bilancio-ai-sensi-degli-artt-191-comma-3-e-194-comma-1-lett-e-del-d-lgs-2672000/ ) avente ad oggetto il debito fuori bilancio per interventi post mareggiata del 23/03/2016. Si legge in delibera: “Viste le conferenze di servizi del 01/04/2015, 08/05/2015 e 25/05/2015 a cui hanno partecipato, oltre il Comune di Senigallia, la Regione Marche, la Provincia di Ancona, il Comune di Corinaldo e ASA S.r.l.; - Preso atto che: - a seguito dei lavori di pulizia e manutenzione del Fiume Misa di cui sopra, ad oggi dopo ogni piena si verifica uno spiaggiamento straordinario di materiale organico putrescibile; - a causa dei cambiamenti climatici avvenuti nell’ultimo decennio si assiste sempre più spesso a fenomeni meteorologici intensi che, a loro volta, provocano le piene e le mareggiate causa degli spiaggiamenti anomali di rifiuti”. Quindi il debito fuori bilancio, per ammissione esplicita dell’ente, è stato prodotto a causa ed a seguito dei lavori di pulizia e manutenzione del Fiume Misa. Ai fini dell’acquisizione del debito fuori bilancio ai sensi di cui all’art. 194 comma 1 lett. E) del Dlgs n. 267/2000 il Collegio dei revisori dei Conti ha riconosciuto la legittimità del debito in quanto derivante, da “acquisizione di beni e servizi, in violazione degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 191, nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l'ente, nell'ambito dell'espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza”.http://senigallia.openmunicipio.it/media/attached_documents/20160723/0005_1594_20160722061549.pdf Lunedì 30 gennaio (http://www.comune.senigallia.an.it/site/senigallia/live/taxonomy/senigallia/notizie_utili/in-comune.html) si riunirà il Consiglio comunale di Senigallia per deliberare l’ennesimo aumento indiscriminato di questa iniqua tassa, resa ancora più odiosa per il fatto di non venire applicata in maniera virtuosa, secondo il principio del “chi inquina paga”, sancito dall’art. 14 della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio europeo (http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex%3A32008L0098 ). Questa direttiva prevede infatti che alla gestione dei rifiuti venga applicata la “tariffa puntuale”, ovvero un contributo in base alla quantità di rifiuto indifferenziato (bidone grigio) prodotto, mentre l’amministrazione continua a farci pagare in base a un calcolo medio di rifiuti prodotti per unità di superficie. Questo calcolo “spannometrico” viene riproposto nonostante il Consiglio comunale, nella seduta consiliare del 19/12/2013, abbia approvato e deliberato una Proposta di delibera “Atto di Indirizzo sulla Gestione dei Rifiuti” (Del. Cons. Com. n. 97 del 19 -12-2013) (http://senigallia.openmunicipio.it/media/attached_documents/20140303/0001_CC_2013_97_1.rtf ) protocollata dall’allora Meetup M5S Senigallia, firmata da numerosi cittadini che hanno appoggiato la nostra idea di gestione virtuosa dei Rifiuti con particolare interesse all’attuazione della “Tariffa Puntuale” secondo cui chi meno inquina meno paga, sostenuta ed esposta dal Consigliere Roberto Paradisi. Ma facciamo un passo indietro. Mercoledì 22 ottobre 2014, nell’ambito di un servizio realizzato sulle città italiane colpite da alluvioni o con problemi di dissesto idrogeologico, le telecamere di Rainews 24 si sono spostate sul fiume Misa. Ad intervenire in diretta (http://www.senigallianotizie.it/1327363770/post-alluvione-senigallia-finisce-su-rainews-24-ceresoni-annuncia-i-lavori ) era stato l’allora assessore all’urbanistica Simone Ceresoni, intervistato dal giornalista Carlo Cianetti, il quale dichiarava : “Tra pochi giorni  partiranno i lavori appaltati dalla Provincia di Ancona, per un investimento di 760 mila euro. Si tratta di opere di manutenzione per la pulizia e la riprofilatura dell’alveo del fiume”. Anche il nostro primo cittadino, con una sua dichiarazione (http://www.lindiscreto.it/ancona/28182-arrivano-i-fondi-per-il-fiume-misa,-il-sindaco-vigileremo,-senigallia-non-sar%C3%A0-un-altra-genova ) rilasciata ad un quotidiano online  nel novembre 2014, informava la cittadinanza che con l'atto integrativo dell'Accordo di programma stipulato tra la Regione Marche e il ministero dell'Ambiente si prevedeva di avviare una nuova serie di interventi urgenti finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico, con lo stanziamento di risorse pari ad € 8,9 milioni da investire subito. Nel dettaglio, 4,5 milioni sarebbero stati destinati alla realizzazione delle vasche di espansione, 2 milioni al potenziamento degli argini e altri 2,4 milioni alla manutenzione degli argini e alla riprofilatura degli alvei. Dopo i ringraziamenti al ministro per l’Ambiente di allora, Gianluca Galletti, e all’Assessore Paola Giorgi per l’importante contributo, si doveva passare alla fase operativa ed il Sindaco così dichiarava:  “…il Comune vigilerà attentamente affinché Regione e Provincia, alle quali compete esclusivamente la realizzazione degli interventi, portino a termine i lavori entro il prossimo anno. Senigallia non sarà un'altra Genova". In particolare i lavori di manutenzione, pulizia e rimozione degli alberi dall'alveo del fiume sono stati appaltati dalla Provincia di Ancona. Dopo l’esecuzione dell’appalto summenzionato si verificava un fenomeno di trascinamento di grandi quantità di legname, alberi e detriti  lungo il fiume Misa fino al mare, con conseguente spiaggiamento di enormi quantità di materiali legnosi e detriti a seguito delle mareggiate. Noi cittadini ci chiediamo:  se i lavori di manutenzione competevano esclusivamente a Regione e Provincia, a chi competeva la rimozione dall’alveo delle tonnellate di alberi e arbusti tagliati? L’art. 192 del Codice dell’Ambiente, in materia di gestione dei rifiuti, vieta e sanziona l’abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo, così come l’immissione di rifiuti di qualsiasi genere nelle acque superficiali e sotterranee. Se la competenza della manutenzione era di Provincia e Regione, non spettava loro anche la rimozione ? Ai sensi del comma 3 del medesimo articolo, “chiunque viola i divieti di cui ai commi 1 e 2 è tenuto a procedere alla rimozione, all'avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull'area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa, in base agli accertamenti effettuati, in contraddittorio con i soggetti interessati, dai soggetti preposti al controllo. Il Sindaco dispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedere, decorso il quale procede all'esecuzione in danno dei soggetti obbligati ed al recupero delle somme anticipate”.Ci chiediamo allora: perché il Sindaco ha “contabilizzato” come “debito fuori bilancio” e quindi come “servizio”, l’enorme costo che si è reso necessario per rimuovere l’enorme quantità di detriti spiaggiati che Senigallia ha visto riemergere dal mare in questi due anni? perché ha imputato a rifiuti urbani prodotti da locali o aree scoperte produttive cittadine, ciò che era invece il risultato di un’attività illecita di abbandono di rifiuti sull’alveo del Fiume Misa durante i lavori di manutenzione appaltati dalla Provincia? perché ha gravato i cittadini di Senigallia dell’onere di sostenere questi costi, anziché emettere un’ordinanza con termine a provvedere nei confronti di Provincia e Regione, decorso il quale procedere al recupero coattivo delle somme anticipate? La crisi economica, la TARI, la viabilità cittadina (http://www.viveresenigallia.it/2017/01/30/commercio-penalizzato-dalla-nuova-viabilit-m5s-urge-un-intervento-dellamministrazione/624876/ - http://www.senigallianotizie.it/1327420653/movimento-5-stelle-senigallia-sulla-circolazione-in-centro-la-giunta-intervenga ), una tassazione con l’applicazione delle massime aliquote stanno mettendo in ginocchio la nostra città, votata al commercio ed al turismo. Anche stavolta gli amministratori vogliono far pagare ai cittadini i danni derivati da una inaccurata gestione. Ma Senigallia non se lo può più permettere. Stefania Martinangeli ed Elisabetta Palma – portavoce comunali M5S Senigallia
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Avevamo denunciato un aumento della Tari di circa il 20% rispetto allo scorso anno, così come spiegato dall’assessore Ramazzotti ad “Unione Civica”. Nulla di più inesatto. Confrontando le tabelle del 2017 e le ultime approvate nel 2015 relative alle tariffe delle utenze domestiche e non domestiche, abbiamo scoperto che, in realtà, gli aumenti arriveranno addirittura al tetto insopportabile del 30-35%. Oltre un terzo di aumento. Per alcune categorie di cittadini addirittura si arriverà al raddoppio della tassa. Vessati in modo particolare le imprese, i professionisti e le famiglie. Tabelle che gridano vendetta già votate preventivamente in Commissione da tutta la maggioranza compatta, pronta a vampirizzare ancora cittadini e imprese, e votata ovviamente anche dal fedele Maurizio Perini, che ormai veste anche l’abito dell’esattore per la Giunta. Una manovra scellerata che piegherà, se non arrestata, le attività economiche e le famiglie senigalliesi già vessate da una tassazione da età feudale. Il prossimo lunedì 30 gennaio, a partire dalle ore 16,30 circa il Consiglio comunale sarà chiamato a confermare con il proprio voto questo salasso nei confronti della città. Un atto di guerra contro i cittadini stremati da una tassazione non più umanamente sopportabile. Invitiamo i cittadini a non lamentarsi a cose avvenute. Li invitiamo invece ad invadere pacificamente il Consiglio Comunale per far sentire lo sdegno e l’incapacità economica di famiglie e imprese a far fronte ancora a simili prelievi che non hanno pari in altre realtà. Solo una pacifica sollevazione civica può far retrocedere un’Amministrazione che trova denari per associazioni vicine, cooperative amiche, manifestazioni improbabili, consulenti, professionisti che vengono pagati profumatamente ma che poi lamenta l’assenza di fondi e finisce sempre a mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Roberto Paradisi Luigi Rebecchini UNIONE CIVICA
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Durante la discussione del bilancio nella sesta commissione del 17/01/2017, siamo venuti a sapere che la T.A.R.I. per il 2017 vedrà un consistente aumento. Il motivo sarebbe nei maggiori costi dovuti allo smaltimento del gran quantitativo di rifiuti spiaggiatisi tra il 2014 ed il 2015, senza considerare quindi le quantità di rifiuti finite sul litorale nel 2016. Dal bilancio sociale 2015 dell'A.S.A. S.r.l. (Azienda Servizi Ambientali), che gestisce per i Comuni della vallata Misa-Nevola la discarica di Corinaldo, a pag. 47 (Allegato 1) si legge che “I dati relativi agli anni 2014 e 2015 risultano tuttavia condizionati dalla straordinarietà dell'evento alluvionale che ha colpito Senigallia e ha generato un aumento significativo delle tonnellate di rifiuti conferiti in discarica da parte di tale Comune socio. Pertanto, a parità di numero di residenti e di tariffa applicata dall'A.S.A., il dato statistico medio per i Comuni soci risulta praticamente raddoppiato”, passando da un costo pro-capite di 12,59 € a residente nel 2013 a 25,79 € nel 2015. Per scelte fatte da Provincia e Regione, che hanno determinato un aumento incontrollato del materiale spiaggiato e poi conferito in discarica, i cittadini di Senigallia pagano in maniera esagerata. Non solo. Ma nel 2016 abbiamo pagato lo smaltimento in discarica anche della sabbia! Invece di chiedere indietro i soldi indebitamente dati ai dirigenti come accertato dall'ispezione del Ministero, tutelando i cittadini, si continua nella scelta di mal amministrare e di tartassarli. Come purtroppo capita spesso, a pagare non è chi sbaglia ma il cittadino! Giorgio Sartini Senigallia Bene Comune
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Ciò che ha preannunciato l’assessore Ramazzotti in commissione consiliare bilancio va oltre l’immaginazione e va oltre l’idea stessa di sostenibilità di una pressione fiscale che, a Senigallia, ha ormai raggiunto livelli da feudalesimo medioevale. Aumenterà ancora una volta la Tari di circa il 20% (nemmeno sanno la percentuale esatta). Un nuovo colpo formidabile per famiglie e imprese che stentano ad arrivare a fine mese. Siccome, come hanno spiegato i revisori dei conti in più occasioni, non è possibile aumentare altre tasse (perché la pressione fiscale a Senigallia è ormai al tetto massimo consentibile), i signori della Giunta mettono mano ancora una volta alla Tari. “Unione Civica” preannuncia barricate in consiglio comunale perché la misura è ormai colma. Non vi è stato bilancio in questi anni in cui non vi sia stato un aumento della Tari e della tassazione in genere. Incredibile la spiegazione: siccome la Regione ha lavorato sul fiume senza provvedere alla raccolta dei rifiuti prodotti che si sarebbero riversati in mare con costi a carico del Comune di Senigallia, spetta ai cittadini mettere mano al portafoglio e ripianare i debiti per la raccolta di tali rifiuti. A parte il fatto che i conti non tornano (l’aumento per i cittadini e per le imprese ormai piegate da questa politica scellerata comporterà un introito maggiore rispetto ai costi per la pulizia degli arenili) non si può addossare ai cittadini e alle attività economiche la colpa di lavori mal eseguiti dalla Regione Marche e non contestati dall’Amministrazione comunale Che ben avrebbe dovuto presentare il conto al Governatore battendo i pugni sul tavolo. Ma se l’obiettivo sono le carriere politiche, gli intoccabili idilli partitici tra i rappresentanti degli enti locali si riversano così sulle tasche dei cittadini. L’opposizione contro questo nuovo bilancio di lacrime e sangue (le ennesime) sarà durissima. Roberto Paradisi Luigi Rebecchini Unione Civica
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