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Oggi, giovedì 20 aprile, alle ore 16,30 alla Biblioteca comunale Antonelliana, si terrà l'ultima lezione del corso di Storia dell'Arte della Luas, con una conversazione tenuta dalla professoressa Anna Pia Giansanti, intitolata "Le nuove frontiere dell'arte, tra impegno e provocazione". Le profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali del mondo contemporaneo hanno causato molti cambiamenti anche nel mondo dell'arte. Oggi si parla di arte come di un "indotto che porta denari", si afferma la necessità di fare sistema per non essere tagliati fuori dai paesi che sull' arte investono,  si assiste al divenire "capolavori" di alcuni quadri solo in riferimento al loro prezzo di vendita.  Ma soprattutto, dagli anni settanta in poi, l'arte è diventata sempre più un discorso di elite che ha finito per rivolgersi solo agli addetti ai lavori, rendendosi sempre più incomprensibile. La relatrice, con l'ausilio di numerose immagini,  presenterà i nuovi percorsi dell'arte contemporanea, parlerà delle nuove frontiere, non solo geografiche ma anche espressive, utilizzate dagli artisti allo scopo di provocare o di far riflettere. Ne consegue  la rinuncia all'"eternità" dell'opera che diventa deperibile e richiede una nuova e diversa partecipazione da  parte del fruitore. Ufficio stampa del Comune di Senigallia
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Per il corso della Luas “L’uomo nelle scienze naturali e fisiche”, diretto dal professor Daniele Casagrande, giovedì 2 febbraio, alle ore 16,30 alla Biblioteca comunale Antonelliana, si terrà la lezione del professor Fiorenzo Conti su “Cibo e cervello: l'affascinante storia di J. A. Brillat-Savarin”. Esistono numerosi casi di artisti che sono riusciti a intuire dei fatti decenni o secoli prima della scienza. Tra essi, può essere inserito il giudice-gastronomo francese J. A. Brillat-Savarin che, all’inizio dell’Ottocento, capì cose che le neuroscienze hanno scoperto alla fine del XX o all’inizio del XXI secolo. Queste intuizioni hanno fornito la base della nostra comprensione del “sapore" del cibo e della branca delle neuroscienze che lo studia: la neuro gastronomia. Ufficio stampa del Comune di Senigallia
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Per il corso della Luas “Il Sapore della Musica”, diretto dalla professoressa Simonetta Fraboni, martedì 13 dicembre, alle ore 16,30 all’auditorium San Rocco, si terrà l’incontro “ La chanson francese nel Novecento” con il professor Nicola Verzina, docente di Storia ed estetica musicale al Conservatorio di Musica “G. B. Pergolesi” di Fermo e curatore dell’“Archivio Bruno Maderna”  al Dams di Bologna. La Chanson francese del novecento ha visto in Aznavour, Dalida, Brassens, Piaf, Greco, Trenet e Ferré gli interpreti universalmente acclamati. Ma forse non tutti sanno che la chanson fonda le sue origini nella musica “colta” dell’inizio del secolo grazie alle chansons di Satie, Poulenc, Ravel e andando indietro nei secoli addirittura nell'Ars Nova e nelle melodie dei trovatori. Verzina ha compiuto ricerche e studi sulla Nuova Musica in Francia, Gran Bretagna, Svizzera, Belgio, Spagna, Germania e pubblicato saggi sulla musica del Novecento su riviste specializzate. Relatore in  numerosi Convegni di musicologia su tematiche legate alla musica del Novecento, ha tenuto conferenze e seminari in Italia e all'estero. E’ attualmente docente di Storia della Musica e Musicologia e responsabile del programma Erasmus presso il Conservatorio “G.B.Pergolesi” di Fermo, avendo precedentemente  insegnato in diversi conservatori italiani. Ufficio stampa del Comune di Senigallia
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Prosegue il Corso di Cinema della Libera Università per Adulti di Senigallia, strutturato in sei appuntamenti complessivi e incentrato, per l’anno accademico 2016-2017, sul tema “Il Cinema tra lingua e linguaggi”. Diretto come responsabile dal critico e saggista cinematografico Roberto Ferretti, l’itinerario predisposto, volutamente interdisiciplinare fin dal titolo, senza perdere di vista la specificità del mezzo vede alternarsi, all’esperto di cinema, specialisti dei vari altri ambiti culturali e professionali chiamati in causa via via. Attraverso alcuni casi peculiari e punti di vista possibili, l’intento è quello di guardare all’universo cinematografico sondandone, da un lato, l’interazione con la musica, il fumetto, la letteratura, il teatro e, dall’altro, il rapporto con la lingua in senso specifico. Proprio quest’ultimo sarà l’aspetto al centro della quarta lezione, dedicata a “L’italiano nella lingua del cinema”, durante la quale – col piglio dell’italianista attento al grande schermo – il prof. Luca Rachetta, scrittore e critico letterario, relazionerà sulle avventure dell’idioma italico nel “parlato” filmico. L’appuntamento è in calendario per il 16 gennaio a San Rocco, come sempre dalle ore 16,30 alle ore 18,30. Ufficio stampa del Comune di Senigallia
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Il Corso di Cinema della Libera Università per Adulti di Senigallia, strutturato in sei appuntamenti complessivi e incentrato, per l’anno accademico 2016-2017, sul tema “Il Cinema tra lingua e linguaggi”, prosegue il suo ciclo d’incontri che, fino al prossimo marzo 2017, terranno compagnia a quanti interessati. Diretto anche quest’anno come responsabile da Roberto Ferretti, che il 7 novembre lo ha inaugurato con una seguitissima e partecipata lezione su: “Il cinema, la lingua e gli altri linguaggi. Un’introduzione generale e il caso particolare di Kubrick e la musica”, esso è comprensivo anche di un paio d’omaggi, occasionati da due importanti ricorrenze shakespeariane e ariostesche. L’itinerario predisposto, attraverso alcuni casi peculiari e punti di vista possibili, si propone di sondare da un lato il rapporto tra lingua e universo cinematografico e, dall’altro, l’interazione di quest’ultimo con la musica, il fumetto, la letteratura e il teatro. In tal senso si presenta quindi come volutamente interdisciplinare e, senza perdere di vista la specificità del mezzo, vedrà alternarsi, all’esperto di cinema, specialisti dei vari altri ambiti culturali e professionali chiamati in causa via via. Quanto mai emblematica dunque, in relazione ai temi trattati, la lezione di lunedì 21 novembre, durante la quale Mauro Pierfederici ‒ attore intermediale, formatore e regista teatrale ‒ converserà insieme ai presenti intorno a: “Teatro, televisione e cinema nell’Orlando furioso di Luca Ronconi (un omaggio a ridosso del 500° dell’opera di Ariosto)”. L’appuntamento è a San Rocco, come sempre dalle ore 16,30 alle ore 18,30. Ufficio stampa del Comune di Senigallia
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Con l’avvio del nuovo anno accademico della Libera Università per Adulti di Senigallia, riprende anche il corso di Storia dell’Arte. Giovedì 17 novembre, alle ore 16,30 all’Auditorium San Rocco, si terrà la lezione della professoressa Anna Pia Giansanti sulla ripresa dell'antico nell'arte contemporanea. L’arte occidentale è stata sempre caratterizzata dalla sopravvivenza dell’antico, declinato e citato in modi diversi a seconda delle epoche. Il richiamo all’antico: inteso come fonte di valori assoluti: bellezza, armonia, perfezione, misura, è esistito fin dal Duecento con la Scuola di Scultura Federiciana per poi aumentare durante l’Umanesimo,  allorché gli artisti si dedicarono a ricercare e a studiare le  testimonianze dell’antichità. Se nel Seicento e nel Settecento gli artisti sembrarono allontanarsene, fu col Neoclassicismo di fine Settecento che lo studio dell’antico trovò nuovo vigore. Oggi si parla di post-classicismo. Non si tratta di una corrente, ma di una tendenza a guardare all’antico che viene recuperato e tradotto in un linguaggio moderno. Tendenza che nasconde una insoddisfazione nei confronti di alcune correnti artistiche contemporanee e manifesta l’esigenza di una “nuova serietà”, raggiungibile solo ripristinando alcune regole. Ufficio stampa del Comune di Senigallia
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